Falsi nell’Ue, l’Italia concentra l’80% dei sequestri
Nel 2025 fermati 196 milioni di prodotti per 6,3 miliardi; corrieri e commercio elettronico sono stati i canali principali
Nel 2025 l’Italia ha intercettato circa l’80% dei prodotti contraffatti sequestrati nel mercato interno dell’Unione europea. Complessivamente, tra controlli doganali, attività di polizia e verifiche delle autorità competenti, sono stati bloccati oltre 196 milioni di articoli, per un valore stimato di 6,3 miliardi di euro.
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Il peso dei sequestri italiani
Nel mercato interno dell’Unione sono stati fermati circa 175 milioni di pezzi. Di questi, quasi 140 milioni sono stati sequestrati in Italia, pari all’80,2% del totale registrato dai Paesi che hanno fornito i propri dati. Il valore attribuito alla merce italiana è stato di circa 3,4 miliardi di euro, il 73,9% dei 4,55 miliardi complessivi.
La Francia ha raggiunto il 7% dei sequestri, i Paesi Bassi il 5,4% e la Spagna il 4,2%. Insieme, i quattro Paesi hanno rappresentato quasi il 97% degli articoli contraffatti intercettati nel mercato interno. Alla frontiera esterna dell’Unione, invece, i quantitativi sequestrati sono più che raddoppiati rispetto all’anno precedente, con corrieri e commercio elettronico indicati come principali canali di transito.
Record di prodotti contraffatti
I dati arrivano dal rapporto annuale della Commissione europea e dell’Euipo sulla protezione della proprietà intellettuale. I 175 milioni di articoli sequestrati nel mercato interno segnano un incremento del 71% rispetto al 2024 e superano del 27% il precedente primato, raggiunto nel 2023.
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Nel 2024 erano stati intercettati 112 milioni di prodotti, per un valore di 3,8 miliardi di euro. Nel 2023, invece, i pezzi sequestrati erano stati 152 milioni: il risultato del 2025 ha quindi segnato il livello più elevato della serie considerata.
Cd e dvd ancora in testa
Tra le categorie merceologiche, cd e dvd hanno mantenuto il primo posto per il secondo anno consecutivo. Il gruppo comprende musica, film, raccolte di serie televisive, videogiochi retrò e programmi informatici, e ha costituito il 32,8% dei sequestri, contro il 40% del 2024.
Al secondo posto si sono collocati i giocattoli, con una quota del 19,5%. Seguono etichette e cartellini, passati dal 2,1% al 13,4%: si tratta di materiali utilizzati per completare prodotti anonimi e presentarli come merci contraffatte destinate alla vendita.
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