2.000Lettori online ora
Attualità 1 min di lettura22 set

Falkland-Malvinas, Buenos Aires attacca Londra dopo la mossa sul petrolio

La proroga di 5 anni delle licenze offshore ha spinto l’Argentina a presentare una protesta formale e a riaffermare la disponibilità a riprendere i colloqui con il Regno Unito.

La frattura tra Argentina e Regno Unito sulle Falkland-Malvinas si è allargata nelle ultime ore, dopo che l’amministrazione britannica delle isole ha deciso di estendere per 5 anni tutte le concessioni petrolifere in mare, con il sostegno di Londra.


La protesta formale di Buenos Aires

Il governo di Javier Milei ha reagito subito, consegnando oggi una nota di protesta all’ambasciatore britannico a Buenos Aires. Nel documento, il ministero degli Esteri sostiene che l’estrazione e l’esplorazione unilaterale delle risorse non rinnovabili della piattaforma continentale argentina violano il diritto internazionale e la sovranità nazionale.


Le accuse sull'uso delle risorse

Nella stessa nota, Buenos Aires avverte che userà tutti gli strumenti diplomatici, amministrativi, economici, giuridici e legali disponibili per difendere i propri diritti sovrani e portare davanti alla giustizia chi rivendica in modo illecito le risorse naturali argentine.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Pur alzando i toni sul dossier petrolifero, il governo argentino ha anche ribadito la propria disponibilità a riaprire il dialogo con Londra. L’obiettivo indicato è quello di chiudere quella che definisce un’anacronistica situazione coloniale e di affrontare la disputa nel quadro della risoluzione 2065 dell’Assemblea generale dell’Onu.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere