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Attualità 2 min di lettura22 ore fa

Fairford, il sospetto iraniano divide Londra e Washington: cosa sappiamo

Dopo l’arresto di cinque uomini vicino alla base britannica, Trump attende verifiche mentre Burnham parla di indizi e Teheran respinge ogni accusa.

Cinque uomini arrestati nei pressi della base aerea di Fairford sono stati successivamente liberati su cauzione, ma il caso continua ad alimentare tensioni tra Regno Unito, Stati Uniti e Iran. Al centro delle verifiche c’è il possibile coinvolgimento di Teheran nell’episodio avvenuto nel Gloucestershire.


Trump prende tempo sulle accuse

Donald Trump ha fatto sapere che Washington sta esaminando con grande attenzione l’ipotesi di un legame iraniano. Dal suo ufficio alla Casa Bianca, il presidente statunitense ha promesso che arriveranno indicazioni più precise “molto presto”.

La cautela americana arriva mentre in Gran Bretagna crescono i sospetti. Andy Burnham ha affermato che esistono “forti indizi” su un ruolo dell’Iran e ha spiegato che la gestione dell’episodio ha impegnato in modo rilevante il governo negli ultimi giorni. Il premier britannico ha inoltre lasciato aperta la possibilità di convocare nuovamente il Parlamento qualora fosse necessario.


Gli arresti dopo la segnalazione

L’allarme era scattato domenica 27 settembre, quando un agricoltore aveva segnalato alla polizia la presenza di tre furgoni che impedivano il passaggio su una strada vicina all’installazione militare. Gli agenti avevano fermato cinque uomini londinesi, tutti di età compresa tra 23 e 25 anni, con l’ipotesi di reati legati a esplosivi e terrorismo.

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Dopo gli interrogatori, i cinque sospettati non sono rimasti in custodia: sono stati rilasciati in attesa di ulteriori sviluppi dell’indagine. Proprio i possibili collegamenti con l’Iran hanno però spinto le autorità e gli esponenti politici a mantenere alta l’attenzione sul caso.


Teheran respinge ogni collegamento

L’ambasciata iraniana a Londra ha negato in modo netto qualsiasi rapporto tra Teheran e gli arresti, definendo le ricostruzioni circolate nel Regno Unito prive di fondamento e animate da intenti ostili. La rappresentanza diplomatica ha sostenuto che tali accuse alimentino una campagna di ostilità verso l’Iran e ha prospettato il ricorso a iniziative legali per proteggere gli interessi del Paese.

Anche il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha contestato pubblicamente le parole di Burnham. In un messaggio diffuso nelle scorse ore, rivolgendosi al governo britannico, ha scritto: “State prendendo un granchio”.

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