Fairford, il caso si complica: sui furgoni non c’erano esplosivi
Le verifiche sui tre mezzi non avrebbero portato al ritrovamento di ordigni, mentre restano interrogativi sull’arresto dei cinque giovani britannici.
Il rilascio su cauzione dei cinque britannici fermati per sospetta pianificazione terroristica ha aggiunto nuovi dubbi alla vicenda della base aerea di Fairford. Ora, secondo quanto riferito da diversi mezzi d’informazione, sui tre furgoni sequestrati domenica non sarebbe stato trovato alcun esplosivo.
Nessun ordigno nei tre furgoni
Le perquisizioni dei veicoli, bloccati dopo l’ipotesi di un attacco nei pressi dell’installazione della Raf, non avrebbero fatto emergere materiale esplosivo. Il dato è stato riportato anche dal Mirror, sulla base di informazioni diffuse da fonti non identificate.
Le stesse indiscrezioni avrebbero escluso la presenza di dispositivi in grado di esplodere. La circostanza alimenta le domande sulle ricostruzioni iniziali e sulle prove raccolte dagli investigatori, senza però chiarire quale fosse l’effettivo obiettivo dei sospettati.
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I cinque arrestati sono già liberi
A rendere ancora più incerta la vicenda è stata la decisione di lasciare tutti i cinque uomini su cauzione già ieri, a un solo giorno dal fermo. I cittadini britannici hanno un’età compresa fra 23 e 25 anni ed erano stati arrestati con l’accusa provvisoria di aver preparato un’azione terroristica.
La base di Fairford, nel Regno Unito, è utilizzata anche dagli Stati Uniti e si trova al centro dell’attenzione per il suo impiego nelle operazioni legate alla guerra contro l’Iran. Al momento, tuttavia, le informazioni disponibili non confermano la presenza di esplosivi sui mezzi né chiariscono in modo definitivo la natura del presunto piano.
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