Fabri Fibra e la rabbia dei ventenni: «I soldi non bastano più»
Il rapper collega le proteste giovanili a salari fermi, affitti pesanti e alla pressione dei consumi, raccontando anche il proprio ingresso tardivo nella musica.
A Sanremo, dove partecipa per la prima volta alla serata conclusiva del Premio Tenco, Fabri Fibra ha rivolto l’attenzione alle mobilitazioni dei giovani. Secondo il rapper, la protesta nasce dalla difficoltà concreta di immaginare un futuro con stipendi ridotti, case sempre più costose e una vita sociale che richiede spese continue.
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La protesta nasce dal conto in banca
Fibra ha ricordato di aver compreso già a 21 anni quanto fosse complicato inserirsi nel mondo del lavoro: all’epoca guadagnava 1.200 euro in un’azienda di provincia. Dopo 25 anni, osserva, lo stipendio medio considerato nel suo esempio è salito a 1.800 euro, ma il margine reale resta minimo perché circa 1.000 euro possono finire soltanto nell’affitto.
«Mi stupisco sinceramente che le proteste dei giovani siano esplose soltanto adesso», ha affermato incontrando i giornalisti nella Città dei Fiori. A suo giudizio, il carovita si somma all’obbligo percepito di possedere un telefono, uscire e sostenere i costi delle relazioni sociali: una combinazione che lascia poco spazio al risparmio e all’autonomia.
Tra consumo e rassegnazione
Il rapper ritiene che a vent’anni si abbia ancora qualcosa da mettere in discussione e, quindi, meno da perdere. Con il passare del tempo, invece, molte persone arriverebbero a trent’anni già rassegnate, dopo aver rinunciato a cambiare la propria condizione.
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La sua generazione, ha spiegato, non sarebbe stata così distante da quella attuale. Crescendo durante gli anni di Silvio Berlusconi, Fibra ricorda messaggi fondati sull’idea che bastassero fiducia, lavoro e spirito imprenditoriale per riuscire. Nella cosiddetta normalità, però, lui non trovò un ruolo stabile: fu la musica a offrirgli un’alternativa.
I social aumentano la pressione
Per i ventenni di oggi, il quadro è aggravato dalla presenza costante delle reti sociali e dal giudizio degli altri. La necessità di mostrarsi, confrontarsi e consumare alimenta una pressione che, secondo Fibra, trasforma i giovani soprattutto in destinatari di spesa.
Il rapper ha sintetizzato così la sua critica al modello dominante: «La vita è diventata una zona franca totale: esisti solo se spendi». Una formula con cui lega la rabbia scesa nelle piazze alla distanza tra le aspettative alimentate dalla società e le possibilità economiche effettive.
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