Ex Ilva, stop Ue agli sconti energia: perché conta anche per Tar e Cassazione
La Corte di giustizia ha escluso che Acciaierie d’Italia possa entrare tra le imprese energivore agevolate, ma la vera partita per l’acciaieria resta nelle aule italiane e davanti ai fornitori di materie prime.
La decisione arrivata da Lussemburgo chiude una porta ad Acciaierie d’Italia sul fronte delle tariffe energetiche, ma non è quella che oggi pesa di più sul destino dell’ex Ilva. Per l’azienda, infatti, il nodo più urgente resta la tenuta degli impianti e il confronto con i giudici italiani nelle prossime settimane.
La Corte Ue boccia l’accesso agli sconti
La Corte di giustizia dell’Unione europea ha stabilito che una società considerata in difficoltà non può ottenere le agevolazioni pensate per le imprese con consumi elevati di elettricità o gas. Nel caso di Acciaierie d’Italia, i magistrati hanno richiamato il quadro sugli aiuti al salvataggio e hanno spiegato che eventuali eccezioni finirebbero per violare principi come la parità di trattamento e la tutela dell’affidamento legittimo.
Secondo i giudici, l’Italia si è limitata ad adeguare la propria disciplina alle regole europee sugli aiuti di Stato nel settore energia, clima e ambiente. In quel perimetro, le imprese in difficoltà restano escluse dalle misure per gli energivori. La Corte ha inoltre ricordato che l’amministrazione straordinaria in cui si trova Acciaierie d’Italia dal febbraio 2024, e in cui era già entrata Ilva nel gennaio 2015, rientra in questa categoria nel diritto dell’Unione.
Il contenzioso nasce dal rigetto di Csea
La vicenda giudiziaria prende le mosse dal ricorso presentato da AdI contro la Cassa per i servizi energetici e ambientali. Al Tar della Lombardia, la società aveva chiesto di cancellare il provvedimento del 17 dicembre 2024 con cui era stato respinto in via definitiva l’accesso al meccanismo per le imprese a forte consumo di energia elettrica per l’annualità 2025.
Nel ricorso, Acciaierie d’Italia sosteneva che il no di Csea fosse troppo rigido e che la disciplina sugli aiuti alle imprese in difficoltà servisse soltanto a evitare sostegni a realtà con prospettive aziendali troppo incerte. La difesa dell’azienda richiamava anche precedenti in cui imprese in amministrazione straordinaria avevano ottenuto agevolazioni di altro tipo, oltre a una sentenza del 2024 del Tar Lombardia che, secondo AdI, non avrebbe escluso benefici energetici riconosciuti in passato all’ex Ilva.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Da fonti vicine alla società emerge però che questi benefici, in concreto, non sono mai stati concessi. Il procedimento era stato avviato nel febbraio 2025 davanti al tribunale amministrativo milanese e, proprio da lì, la questione è stata poi sottoposta ai giudici europei per verificare la compatibilità della richiesta con le norme sugli aiuti di Stato.
La partita vera resta sul futuro degli impianti
Per Acciaierie d’Italia, la pronuncia della Corte Ue non sposta gli equilibri più delicati, che riguardano la prosecuzione dell’attività industriale. Il calendario decisivo è quello delle udienze fissate il 30 settembre in Corte d’Appello a Milano e il 20 ottobre in Cassazione, chiamata a pronunciarsi sulle richieste di annullamento del decreto di luglio con cui è stata ordinata la fermata dell’area a caldo.
Le società Ilva e AdI hanno chiesto una nuova sospensione di quel provvedimento, ma la Corte d’Appello aveva già respinto un primo tentativo l’11 settembre. Anche se arrivasse un altro stop, la produzione potrebbe comunque interrompersi per un motivo pratico: le materie prime stanno finendo. I sindacati indicano l’8 ottobre come giorno in cui i minerali si esauriranno, dopo che l’azienda non ha più effettuato ordini in seguito al decreto di fermata.
A quel punto, gli impianti ancora in funzione, compreso il solo altoforno 2, dovrebbero passare al preriscaldo: resterebbero accesi al minimo, senza produrre. La ripartenza dipenderebbe dall’arrivo di nuove forniture via nave dall’estero, ma eventuali ordini potranno essere effettuati solo dopo i prossimi passaggi giudiziari.
Continua a leggere
Autunno, il mistero delle foglie: due libri da leggere con i bambini
Tra indagini nel bosco e animali in cerca di riparo, due storie aiutano i più piccoli a capire i cambiamenti della natura.
Premio Tenco 2026, Scanzi pensa allo stop: «Ho già ottenuto tutto
Il giornalista riceverà il riconoscimento come operatore culturale a Sanremo e ammette di valutare un forte ridimensionamento degli impegni professionali.
Naza sorprende tutti: 61mila spettatori e Avengers ko in un giorno
Il documentario ambientato nel conflitto di Gaza ha dominato la giornata del 28 settembre, superando nettamente la riedizione di Avengers: Endgame Extra e il film con Brad Pitt.
Barcellona sott’acqua: in Catalogna scatta l’allarme piene
Le precipitazioni eccezionali hanno sommerso diverse strade e fatto superare i 100 millimetri di pioggia, soprattutto nell’Alt Penedès.