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Attualità 2 min di lettura59 min fa

Europa, il tempo stringe: Mattarella chiede decisioni più rapide

Al vertice di Arraiolos, il Presidente della Repubblica ha indicato integrazione, difesa comune e risorse adeguate come priorità per l’Unione.

Il consenso degli italiani verso una maggiore unità europea raggiunge circa il 90%, secondo gli ultimi dati dell’Eurobarometro. Per Sergio Mattarella, questo orientamento popolare rafforza la necessità di riformare il funzionamento dell’Unione e di renderne più tempestive le scelte, davanti a sfide che riguardano sicurezza, economia e ruolo internazionale.

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L’Europa non può più attendere

Intervenendo al vertice dei 12 Capi di Stato dell’Ue, riuniti ad Arraiolos a Brdo, in Slovenia, il Presidente della Repubblica ha avvertito che la lentezza decisionale rischia di lasciare ad altri attori la possibilità di determinare gli equilibri internazionali. «In questi dodici anni ho visto aumentare gradualmente la consapevolezza che l’Unione ha bisogno, in modo indispensabile, di procedure decisionali più snelle e rapide», ha spiegato Mattarella.

Il Capo dello Stato ha aggiunto che, senza una capacità d’intervento adeguata ai tempi, l’Europa finirebbe per subire passivamente conseguenze determinate altrove. Ha inoltre ricordato che la richiesta di maggiore coesione, espressa da circa nove italiani su dieci, riguarda tanto la generazione attuale quanto quelle future e rende necessarie riforme interne portate avanti con continuità.


Difesa comune, la priorità strategica

Tra i dossier indicati da Mattarella c’è anche il rafforzamento della difesa europea. Il Presidente ha sostenuto che occorre procedere rapidamente verso una maggiore interoperabilità degli strumenti militari dei Paesi membri, obiettivo utile sia alla costruzione della difesa comune sia al consolidamento del ruolo europeo della Nato.

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Secondo il Capo dello Stato, questo percorso dovrebbe contribuire a ristabilire un equilibrio rispetto alla postura della Russia. Nella sua ricostruzione, l’equilibrio tra le forze ha rappresentato storicamente una garanzia di pace, perché riduce il rischio di iniziative aggressive.


Bilancio e unità contro le crisi

Mattarella ha escluso che un singolo Paese europeo possa affrontare da solo le trasformazioni in corso. «Nessuno Stato del continente può immaginare un futuro separato da quello degli altri: sarebbe una fuga dalla realtà e un atto autolesionista», ha affermato, richiamando le conseguenze delle sfide sulla prosperità, sulla sicurezza e sulla capacità dell’Ue di agire con autorevolezza.

Il Presidente ha definito decisivo anche il negoziato sul Quadro finanziario pluriennale, il bilancio di lungo periodo dell’Unione. Le risorse disponibili, ha osservato, indicheranno il grado di ambizione con cui l’Europa intende affrontare i cambiamenti in corso: «A responsabilità crescenti devono corrispondere strumenti e risorse adeguati», per sostenere le priorità comuni, la coesione e la trasformazione degli obiettivi politici in azioni concrete.

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