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Attualità 3 min di lettura6 nov

Euro digitale, intesa sulle regole possibile entro dicembre

Il progetto della Bce punta al 2029: restano aperti privacy, tetto ai saldi, commissioni e pagamenti senza rete.

L’Unione europea potrebbe definire entro dicembre le regole dell’euro digitale, la valuta elettronica che la Banca centrale europea intende affiancare a monete e banconote. Il negoziato tra Parlamento, Consiglio e Commissione è entrato nella fase decisiva.

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I tempi per il debutto

La conclusione dell’intesa politica non coinciderà con l’arrivo immediato della nuova valuta nei portafogli. Dopo l’approvazione del regolamento, la Bce dovrà completare il lavoro tecnico necessario a valutare e preparare l’emissione.

L’istituto di Francoforte indica il 2029 come possibile data di lancio, dopo una sperimentazione prevista dalla seconda metà del 2027 e destinata a durare dodici mesi. L’euro digitale potrà essere usato nei negozi, per gli acquisti in rete e nei trasferimenti tra privati, attraverso un’applicazione o una carta fisica.

Una delle funzioni previste riguarda i pagamenti senza collegamento a Internet. La modalità senza rete è però tra gli aspetti ancora discussi dalle istituzioni europee, insieme alle garanzie necessarie per proteggere i dati degli utenti.


Privacy e limite ai depositi

La riservatezza delle operazioni è uno dei punti più delicati del confronto. Il timore è che la nuova moneta venga percepita come uno strumento per controllare le abitudini di spesa. Per questo il progetto prevede standard elevati di tutela e forme di anonimato nelle transazioni.

Un altro nodo riguarda il limite massimo di euro digitali che ogni persona potrà conservare nel proprio portafoglio elettronico. Il tetto dovrebbe ridurre il rischio che, durante una crisi, i risparmi vengano spostati rapidamente dal sistema bancario verso la valuta emessa dalla Bce, con possibili effetti sulla stabilità finanziaria.

Pasquale Tridico, capodelegazione del Movimento 5 Stelle e relatore ombra del dossier al Parlamento europeo, ha spiegato che il confronto riguarda anche pagamenti con e senza connessione, costi e obblighi per gli esercenti. A suo giudizio, raggiungere un’intesa entro la fine dell’anno è possibile, ma il risultato dovrà essere valutato soprattutto per la sua qualità.

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Costi e accettazione nei negozi

Le commissioni applicate alle operazioni costituiscono un ulteriore capitolo del negoziato. Tridico sostiene che i piccoli commercianti dovrebbero beneficiare di costi molto inferiori a quelli oggi richiesti dai circuiti internazionali, soprattutto per i pagamenti di importo ridotto.

Il progetto dovrà chiarire anche in quali casi negozi e attività saranno tenuti ad accettare l’euro digitale. L’obiettivo indicato dal relatore è renderlo utilizzabile pure da chi ha poca familiarità con la tecnologia, lasciando comunque ai cittadini la possibilità di continuare a pagare in contanti.

La nuova valuta è pensata infatti come uno strumento aggiuntivo e non come un rimpiazzo di banconote e monete. Chi sceglierà i pagamenti elettronici avrebbe così un’opzione pubblica europea in più, mentre il contante resterebbe disponibile.


La dipendenza dai circuiti esteri

L’iniziativa punta anche a ridurre la dipendenza dell’Europa dai sistemi di pagamento privati con sede fuori dal continente. Attualmente più di due terzi delle transazioni con carta nell’area dell’euro passano attraverso circuiti non europei, tra cui Visa e Mastercard.

Secondo Tridico, l’euro digitale non sarebbe sufficiente da solo a eliminare queste vulnerabilità, ma potrebbe contribuire a una politica europea più autonoma nel settore dei pagamenti. Il tema ha acquistato peso nel confronto politico seguito al ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca e alle tensioni commerciali tra le due sponde dell’Atlantico.

Al Parlamento europeo esiste una maggioranza favorevole al progetto, mentre l’opposizione più netta arriva dai gruppi collocati all’estrema destra. Chiudere il negoziato entro dicembre consentirebbe di approvare le regole prima delle elezioni previste nel 2027 in diversi Paesi, evitando che un eventuale rafforzamento delle forze contrarie riapra il dossier.

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