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Attualità 2 min di lettura59 min fa

Ets2, la richiesta dei leader Ue può cambiare il mercato del carbonio

Dopo il confronto tra i 27, la Commissione dovrà riesaminare effetti, struttura e garanzie del sistema destinato a trasporti ed edifici.

Il futuro dell’Ets2 resta al centro del confronto europeo. Al termine di una discussione complessa tra i 27 Stati membri, il Consiglio europeo ha chiesto alla Commissione di aggiornare l’analisi sugli effetti del sistema, senza però inserire nelle conclusioni un rinvio esplicito della sua entrata in vigore.

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Bruxelles dovrà rifare le valutazioni

La richiesta riguarda l’insieme delle conseguenze legate all’Ets2, con un’attenzione particolare all’architettura del meccanismo e agli strumenti previsti per limitarne gli effetti più problematici. Il riferimento è stato inserito nel documento finale su impulso dell’Italia e dei Paesi del gruppo Visegrad.

Nel testo approvato al vertice si afferma che la Commissione europea dovrà «aggiornare la valutazione di tutti gli impatti dell’Ets2», considerando soprattutto la struttura del sistema e le relative misure di salvaguardia. Il passaggio non coincide, tuttavia, con l’indicazione di posticipare il mercato del carbonio applicato agli edifici e ai trasporti.


Il nodo dei prezzi dell’energia

Nel capitolo dedicato all’energia, i leader collegano la revisione dell’Ets all’obiettivo di sostenere la competitività dell’industria europea. Per il Consiglio europeo è urgente disporre di un mercato del carbonio trasparente, prevedibile e in grado di funzionare in modo efficace.

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Le conclusioni chiedono inoltre di contenere le oscillazioni del prezzo del carbonio e di attenuare le possibili ricadute sulle tariffe dell’elettricità. Allo stesso tempo, il sistema dovrà continuare a sostenere la transizione climatica ed energetica attraverso un segnale economico capace di favorire investimenti e innovazione.


La posizione dei leader europei

Il documento richiama anche la necessità di proteggere le imprese dal rischio di rilocalizzazione delle emissioni, cioè dal trasferimento della produzione verso Paesi con regole ambientali meno rigorose. La tutela della competitività viene quindi affiancata alla conferma della funzione climatica dell’Ets.

Il confronto sul dossier si è concluso con una formula di compromesso: da una parte l’impegno a riesaminare in modo più ampio gli effetti dell’Ets2, dall’altra la conferma dell’importanza del mercato del carbonio nel percorso europeo di riduzione delle emissioni. Nel testo finale non compare invece una richiesta specifica di rinvio del nuovo sistema.

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