Ets, il compromesso nella notte: Kiev accelera verso l’Unione
Dopo lo scontro sul mercato del carbonio, i leader europei confermano il sostegno all’Ucraina e puntano ad aprire entro dicembre gli ultimi passaggi negoziali per l’adesione.
La partita più delicata del vertice europeo si è chiusa nella notte con un’intesa sull’Ets2, dopo ore di contrapposizioni tra i 27 Paesi. Il compromesso non rinvia l’avvio del sistema, come chiedeva l’Italia, ma impegna la Commissione ad aggiornare l’analisi degli effetti, della struttura e delle garanzie previste per il mercato del carbonio.
A Bruxelles, intanto, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha incontrato i vertici dell’Unione europea. La sua presenza ha riportato al centro anche il percorso di adesione di Kiev, mentre Ursula von der Leyen ha fissato un nuovo obiettivo temporale per i negoziati.
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L’intesa sull’Ets evita una rottura
Il testo finale del Consiglio europeo chiede alla Commissione di riesaminare in modo complessivo le conseguenze dell’Ets2. L’attenzione dovrà concentrarsi soprattutto sul funzionamento del sistema e sulle misure destinate a limitarne gli effetti più pesanti.
Giorgia Meloni aveva sostenuto che l’impianto potesse mettere sotto pressione il sistema produttivo. La soluzione raggiunta non coincide con la richiesta italiana di posticipare l’entrata in vigore, ma introduce comunque un impegno formale a rivedere valutazioni e strumenti di tutela. Nella prima giornata del vertice, Roma aveva inoltre affrontato il confronto con la Spagna sull’immigrazione e chiesto maggiore flessibilità collegata all’emergenza inflazionistica, insieme alla Grecia. È stata poi concordata una proroga di 7 giorni dell’alt a Schengen con la Spagna.
Costa alza il tono sulla Russia
Nel confronto con Zelensky, Antonio Costa ha ribadito che l’Europa non intende ridurre il sostegno militare e politico all’Ucraina. Il presidente del Consiglio europeo ha escluso, per il momento, sia un alleggerimento delle sanzioni contro Mosca sia un rallentamento degli aiuti.
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«Il sostegno dell’Unione europea all’Ucraina rimane forte come non mai. Non è il momento di far venire meno il sostegno all’Ucraina, né di allentare le sanzioni contro la Russia», ha detto Costa durante il punto stampa con von der Leyen e Zelensky. Secondo il presidente del Consiglio europeo, la pressione deve aumentare per spingere Mosca verso un vero cessate il fuoco e l’avvio di negoziati.
Kiev punta agli ultimi passaggi
La presidente della Commissione europea ha indicato nella fine dell’anno la prossima scadenza politica. L’obiettivo è aprire gli ultimi due gruppi negoziali, così da affrontare le riforme ancora necessarie prima dell’eventuale ingresso dell’Ucraina nell’Unione.
«L’obiettivo ora è aprire gli ultimi due gruppi negoziali entro la fine dell’anno, per entrare davvero nel vivo delle riforme necessarie all’adesione», ha dichiarato von der Leyen prima dell’inizio della seconda giornata del vertice. La presidente ha anche riconosciuto il lavoro svolto dalla Rada, il Parlamento ucraino, ricordando che Kiev ha già compiuto progressi con l’apertura di altri due gruppi.
Zelensky ha accolto il sostegno europeo sottolineando il ruolo dei vertici comunitari dall’inizio dell’invasione russa. «Sono davvero grato per l’enorme sostegno che riceviamo dal Consiglio dell’Ue, dalla Commissione e dai leader europei, veri leader, che sono stati al nostro fianco fin dall’inizio della guerra», ha affermato arrivando al Consiglio europeo.
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