15.000Lettori online ora
Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Estradizione negli Usa: il caso del 28enne bresciano entra nella fase decisiva

La Procura generale di Brescia ha sostenuto la consegna agli Stati Uniti del giovane, accusato di aver fatto arrivare materiale militare verso la Russia tramite società europee.

La vicenda giudiziaria del 28enne originario di Gardone Valtrompia si avvia verso un passaggio decisivo: gli Stati Uniti ne chiedono la consegna per un presunto traffico di armi e componenti militari. Il giovane, residente sul Garda, è attualmente libero con l’obbligo di presentarsi ogni giorno alle autorità.

Il parere favorevole alla richiesta americana è arrivato dalla Procura generale di Brescia. Ora la parola spetta alla Corte d’Appello, chiamata a pronunciarsi sull’estradizione nel mese di dicembre.

Offerta del giorno13 ottobre

Douglas

-20% su ordini da 69€ da Douglas

Scade tra 5 giorni
*******


La decisione passa alla Corte d’Appello

L’imprenditore era stato arrestato alla fine dell’estate nell’ambito dell’inchiesta condotta dall’Fbi. Dopo il provvedimento cautelare, nei suoi confronti è stata disposta la firma quotidiana, in attesa che venga definito il procedimento sulla richiesta avanzata dagli Stati Uniti.

L’accusa, ancora da verificare nelle sedi giudiziarie competenti, riguarda l’acquisto di armi, munizioni e parti destinate a impieghi militari. Secondo gli investigatori, il materiale sarebbe stato comprato da aziende statunitensi e poi indirizzato verso Paesi diversi da quelli indicati nei documenti commerciali.


La rete tra Slovenia e Austria

Nel periodo compreso tra febbraio 2022 e dicembre 2025, il giovane avrebbe agito insieme a due complici: un cittadino sloveno e una donna russa. Per gli inquirenti, il gruppo si sarebbe servito di imprese registrate in Slovenia e Austria, presentate come acquirenti finali delle forniture.

La destinazione effettiva, sempre secondo la ricostruzione investigativa, non sarebbe stata limitata alla Russia. Tra i Paesi indicati figurano anche Armenia e Kirghizistan. Le società avrebbero quindi avuto il compito di mascherare il percorso della merce e la sua successiva destinazione.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

L’inchiesta americana attribuisce ai tre l’acquisto di fucili, munizioni complete e componenti caratterizzati da un’elevata capacità offensiva e da un utilizzo tipicamente militare. L’ipotesi è che le forniture siano state movimentate attraverso triangolazioni commerciali con diversi Stati dell’Europa orientale.


Perquisizioni e 200mila proiettili

Nelle ultime settimane sono state perquisite anche l’abitazione del 28enne e quella dei suoi genitori, titolari di un’armeria. Le verifiche rientrano negli accertamenti svolti in Italia sul presunto progetto di riesportazione illegale del materiale.

Alle autorità italiane il giovane risulta contestato, in particolare, per il tentativo di introdurre nel Paese circa 200mila proiettili calibro .50, che sarebbero stati destinati in seguito a una nuova spedizione fuori dall’Italia.

Tra le persone già coinvolte nel più ampio quadro investigativo compare anche Sergey Zharnovnikov, indicato come trafficante d’armi. L’uomo ha ammesso le proprie responsabilità ed è stato condannato nel giugno 2025.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere