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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Ercolini, la seconda autopsia riapre il caso: spunta lo strangolamento

Una lesione al collo non sarebbe compatibile con la sciarpa trovata nell’abitazione: la Procura valuta l’ipotesi di omicidio e attende le nuove perizie

La morte di Francesca Ercolini potrebbe non essere stata un suicidio. La seconda autopsia, eseguita dopo la riesumazione della salma, ha individuato una frattura al collo che il medico legale Vittorio Fineschi considera compatibile con l’uso di una corda, di un cavo o di un laccio.

La giudice, 51 anni, era stata trovata senza vita il 26 dicembre 2022 nella sua casa di Pesaro. Inizialmente il caso era stato archiviato come suicidio, ma le perplessità della madre Carmela Fusco hanno portato alla riapertura dell’inchiesta. Ora la Procura dell’Aquila valuta invece la possibilità che si sia trattato di un omicidio.

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La lesione cambia la ricostruzione

Gli ultimi esami hanno compreso tomografia computerizzata, osservazioni al microscopio e analisi di laboratorio non eseguite durante il primo esame autoptico. Particolare attenzione è stata dedicata anche ai lividi già rilevati sul corpo, ritenuti compatibili con una possibile colluttazione.

Secondo Fineschi, il segno lasciato sul collo non sarebbe spiegabile con il solo foulard usato per inscenare l’impiccagione. Tra gli oggetti sequestrati nell’appartamento figurano anche due lampade: gli investigatori stanno verificando se il cavo elettrico di una di esse possa essere stato utilizzato per provocare la frattura.


Dubbi sulla scena di Pesaro

Il marito Lorenzo Ruggeri aveva trovato Ercolini insieme a un amico appartenente alla Polizia il giorno di Santo Stefano. La donna era stata descritta come appesa alla ringhiera della scala, ma quando arrivarono i soccorritori il corpo si trovava sul pavimento. Anche il figlio, nella prima chiamata, aveva parlato di un cordino.

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Per controllare la compatibilità della scena con la versione iniziale, i militari hanno riprodotto gli spazi dell’abitazione impiegando un manichino della stessa altezza della giudice. Resta da chiarire, in particolare, come Ercolini avrebbe potuto mantenersi in equilibrio abbastanza a lungo da avvolgersi autonomamente il tessuto intorno al collo.


Gli indagati e i prossimi passaggi

Nel fascicolo è coinvolto il marito, accusato per l’omicidio e anche per depistaggio, falsità ideologica e violazione del segreto istruttorio. L’inchiesta riguarda inoltre l’amico poliziotto presente al ritrovamento, il medico che condusse la prima autopsia e quattro funzionari delle forze dell’ordine.

Gli accertamenti svolti durante l’incidente probatorio sono terminati. Il deposito delle relazioni del Raggruppamento investigazioni scientifiche e del medico legale è previsto per giovedì 5 novembre; il 20 novembre, invece, è fissata l’udienza per il confronto tra le parti. Saranno le perizie a stabilire se la morte debba essere ricondotta a un gesto volontario oppure a un’azione omicida.

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