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Attualità 3 min di lettura15 ott

Energia, Ucraina e migranti: il vertice Ue parte senza accordi

A Bruxelles i leader discuteranno per due giorni di caro energia, sicurezza, bilancio, migrazioni e rapporti con la Cina, ma senza aspettative di decisioni immediate.

Il nodo più sensibile del vertice europeo sarà il costo dell’energia, tema capace di pesare sulle elezioni e sulla competitività industriale dei Ventisette. Eppure il Consiglio europeo che si apre a Bruxelles si annuncia soprattutto come un passaggio preparatorio: l’agenda è ampia, ma nessuno prevede intese definitive sui dossier in discussione.

I leader saranno chiamati piuttosto a indicare una direzione e a creare le condizioni per eventuali accordi successivi. Per questo la riunione, eccezionalmente articolata su due giornate, viene descritta da una fonte diplomatica come un appuntamento “particolare”.

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Il caro energia resta il nodo politico

La discussione sui prezzi dell’elettricità dovrebbe concentrarsi sugli interventi immediati. Tra le ipotesi già avanzate dalla Commissione europea figurano il rinvio di alcune norme sul metano e una modifica del quadro temporaneo sugli aiuti di Stato. Ai capi di governo potrebbe essere chiesto di sollecitare ulteriori proposte, anche se a Bruxelles nessuno ritiene che esista una soluzione semplice.

Il malcontento degli Stati membri è evidente. “Siamo un po’, per dirla con parole gentili, frustrati dall’assenza di qualsiasi progresso”, ha riferito una fonte diplomatica, lamentando una risposta europea giudicata troppo debole rispetto all’emergenza. Le eventuali misure dovranno inoltre ottenere l’unanimità, mentre resta irrisolto il sistema di formazione del prezzo dell’elettricità, legato al costo marginale e spesso a quello del gas.

Sul tavolo potrebbe finire anche la richiesta di maggiore flessibilità nei bilanci, sostenuta ufficialmente da Italia e Grecia. Giorgia Meloni ha già fatto sapere che intende sollevare la questione, pur non essendo formalmente inserita nell’ordine del giorno. Una fonte ha riconosciuto gli sforzi italiani per uscire dalla procedura per deficit eccessivo, ma ha escluso l’ipotesi di allentare le regole del patto di stabilità appena entrate in vigore.


Due giornate tra guerra e sicurezza

La prima sessione sarà dedicata alla competitività, seguita dal confronto sull’energia e, durante il pranzo, dagli squilibri economici globali. Nel pomeriggio i leader esamineranno il quadro finanziario pluriennale per il periodo 2028-2034; la giornata si chiuderà con un confronto strategico sull’allargamento dell’Unione e sulle riforme necessarie per accogliere nuovi membri.

Domani l’attenzione si sposterà sull’Ucraina. Volodymyr Zelensky riferirà sugli sviluppi più recenti, prima del dibattito tra i Ventisette. Difesa e sicurezza saranno affrontate anche alla luce dell’aumento degli attacchi ibridi attribuiti, con diversi gradi di certezza, alla Russia. In seguito si parlerà di Medio Oriente e migrazioni, con una conferenza stampa finale affidata ad Antonio Costa e Ursula von der Leyen.

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Meloni punta sugli accordi migratori

Prima dell’avvio dei lavori, Meloni co-ospiterà una riunione degli Amici della Coesione. Il giorno seguente, insieme a Danimarca e Paesi Bassi, promuoverà invece un incontro informale sulle cosiddette soluzioni innovative in materia migratoria, tra cui gli hub per i rimpatri collocati in Paesi terzi.

L’Italia ha già seguito questa impostazione con i centri realizzati in Albania. La Francia non prenderà parte all’iniziativa: secondo il testo, vincoli costituzionali le impedirebbero di adottare lo stesso modello e Parigi teme che ciò possa rendere il Paese più attrattivo per i migranti rispetto agli altri Stati dell’Unione.


Competitività e confronto con Pechino

Sul fronte economico, i leader faranno il punto sull’attuazione dell’agenda “un’Europa, un mercato”, definita dopo il vertice di Alden-Biesen, nelle Fiandre. Tra gli elementi considerati positivi c’è l’intesa raggiunta in sede europea sul pacchetto per l’integrazione e la vigilanza dei mercati, parte dell’Unione dei risparmi e degli investimenti.

Il compromesso, tuttavia, lascia fuori dalla vigilanza unica dell’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati le piazze di Francoforte e Madrid. La commissaria ai Servizi finanziari Maria Luis Albuquerque ha espresso pubblicamente insoddisfazione per un accordo ritenuto poco ambizioso, mentre a Bruxelles si preferisce sottolineare i progressi compiuti.

Gli squilibri macroeconomici porteranno infine al centro del confronto le relazioni tra Unione europea e Cina. Dopo le missioni a Pechino del commissario al Commercio Maros Sefcovic, l’obiettivo dichiarato è mantenere aperto il dialogo e, allo stesso tempo, valutare il rafforzamento degli strumenti disponibili. Secondo una fonte europea, i leader potrebbero chiedere anche la costruzione di nuovi strumenti, mentre la strategia del confronto con la Cina starebbe già producendo risultati.

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