Energia, il nodo che può dominare il vertice Ue senza un accordo
Due giornate di confronti su prezzi, Ucraina, bilancio e migrazioni, ma il risultato atteso è soltanto preparare future intese tra i Ventisette.
Il tema dei prezzi dell’energia rischia di oscurare tutti gli altri dossier del Consiglio europeo, anche se dal vertice non sono attese decisioni operative. I capi di Stato e di governo si riuniscono oggi e domani con un’agenda molto ampia: l’obiettivo sarà soprattutto definire il percorso per interventi successivi.
Una fonte diplomatica europea ha descritto l’incontro come un appuntamento fuori dall’ordinario: malgrado la quantità e il peso politico dei temi, «nessuno» si aspetta «alcuna decisione». Il confronto arriva inoltre in una fase delicata per diversi Paesi, alcuni dei quali si avvicinano a importanti appuntamenti elettorali, tra cui la Spagna di Pedro Sanchez il mese prossimo.
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Il caro energia mette pressione ai leader
La discussione sui costi energetici rientra nel capitolo dedicato alla competitività e dovrebbe concentrarsi sulle misure immediate. Ursula von der Leyen ha già indicato possibili interventi, tra cui lo slittamento di alcune norme sul metano e una revisione temporanea delle regole sugli aiuti di Stato. Molti governi chiedono alla Commissione europea di presentare ulteriori proposte per sostenere l’industria e la capacità competitiva dell’Unione.
Il dossier è politicamente sensibile e il malcontento appare crescente. Una fonte diplomatica ha parlato di «frustrazione per l’assenza di qualsiasi progresso» e ha lamentato una risposta europea giudicata troppo debole rispetto a quella adottata per la crisi dell’auto. Il problema resta complesso e non esiste una soluzione immediata; tuttavia, secondo la stessa valutazione, alcune iniziative possono essere assunte a livello comune.
Tra le ipotesi circolate c’è anche una maggiore flessibilità dei bilanci nazionali, richiesta ufficialmente da Italia e Grecia e sostenuta da altri Paesi. Giorgia Meloni ha già fatto sapere che intende sollevare la questione, pur non figurando formalmente tra i punti dell’agenda. La Commissione ha ricordato che, nel quadro delle regole attuali, l’inflazione elevata può essere considerata nella valutazione dei conti pubblici.
Bilancio e regole dividono l’Europa
Il confronto sulla flessibilità si intreccia con la posizione di chi ritiene prematuro modificare il Patto di stabilità, entrato da poco in vigore nella sua forma aggiornata. Una fonte diplomatica ha riconosciuto gli sforzi compiuti dall’Italia per uscire dalla procedura per deficit eccessivo, sottolineando però che la crescita debole rende il percorso particolarmente difficile.
Sul tavolo rimane anche il meccanismo europeo di formazione del prezzo dell’elettricità, legato al costo marginale e spesso a quello del gas. Il sistema continua a produrre effetti distorsivi ed era già stato indicato da Mario Draghi, quando era presidente del Consiglio, come uno dei nodi da affrontare.
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Nel pomeriggio i leader passeranno al Quadro finanziario pluriennale per il periodo 2028-2034. La giornata si chiuderà con un confronto strategico sull’allargamento dell’Unione e sulle riforme interne necessarie per accogliere nuovi membri.
Ucraina, migrazioni e Cina
La seconda giornata si aprirà con l’intervento del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, seguito dal confronto tra i Ventisette sugli ultimi sviluppi del conflitto. Successivamente saranno esaminati difesa e sicurezza, con particolare attenzione all’aumento degli attacchi ibridi attribuiti con diverso grado di certezza alla Russia, oltre alla situazione in Medio Oriente.
Durante il pranzo sarà affrontato il tema delle migrazioni. Prima dell’avvio dei lavori, Meloni co-ospiterà una riunione degli Amici della Coesione e, il giorno seguente, insieme a Danimarca e Paesi Bassi, promuoverà un incontro sulle soluzioni innovative in materia di rimpatri, compresa l’ipotesi di centri in Paesi terzi già sperimentata dall’Italia in Albania. La Francia non parteciperà all’incontro e si oppone a questo modello, anche per vincoli costituzionali e per il timore di diventare più attrattiva agli occhi dei migranti.
Il vertice affronterà infine gli squilibri economici globali, formula con cui si indicano soprattutto i rapporti tra Unione europea e Cina. I leader esamineranno il lavoro svolto dopo la missione a Pechino del commissario al Commercio Maros Sefcovic e valuteranno se rafforzare gli strumenti europei disponibili.
Un programma fitto senza svolte
I lavori inizieranno oggi alle 10, dopo l’arrivo dei leader previsto dalle 8.30, con la competitività e la partecipazione della presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. Domani l’avvio è fissato ancora alle 10; la conclusione sarà affidata alla conferenza stampa di Antonio Costa e Ursula von der Leyen.
Prima del vertice si sono riuniti i principali gruppi politici europei: il Partito popolare europeo, i Socialisti e democratici e Renew lo faranno nella prima mattinata di domani, mentre i Patrioti si sono incontrati a Bruxelles nella sede del Vlaams Belang. Il risultato politico più realistico del Consiglio sembra quindi essere un indirizzo comune, non un accordo definitivo: come ha osservato un alto funzionario europeo, «le cose stanno andando avanti».
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