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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Energia, Busch accusa: l’Ue dipende dal gas americano

Al Consiglio Energia di Lussemburgo si discutono bollette, tariffe di rete e regime fiscale per l’elettricità.

La ministra svedese dell’Energia Ebba Busch ha accusato l’Unione europea di aver sostituito la dipendenza dal gas russo con quella dagli Stati Uniti.

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Prezzi e obiettivi climatici

Sul tavolo dei ministri riuniti a Lussemburgo c’è anche l’aumento dei costi energetici, collegato alle tensioni in Medio Oriente. La crisi ha alimentato il rialzo delle quotazioni del gas e riporta al centro dell’attenzione la vulnerabilità degli approvvigionamenti europei.

Il confronto comprende inoltre gli obiettivi energetici previsti dal quadro climatico successivo al 2030. Busch ha criticato il dibattito sul sistema Ets, sostenendo che il mercato delle emissioni non possa rappresentare la risposta strutturale per l’Unione.


Il nodo della procedura europea

I servizi giuridici del Consiglio dell’Ue hanno giudicato corretta la base procedurale scelta dalla Commissione europea per la misura fiscale. Sul piano politico, tuttavia, l’opposizione di altri governi potrebbe aumentare e spingere Bruxelles a ritirare la proposta.

Svezia, Finlandia, Polonia, Lettonia e Repubblica Ceca sono tra i Paesi contrari all’intervento. Contestano soprattutto la possibilità di approvarlo a maggioranza qualificata, invece di ricorrere all’unanimità normalmente necessaria per le decisioni fiscali.

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L’allarme della ministra svedese

Parlando all’arrivo alla riunione, Busch ha ricordato che l’Europa sta affrontando la seconda crisi energetica nell’arco di quattro anni. «Siamo alla seconda crisi energetica in quattro anni», ha detto, spiegando che dopo l’invasione su larga scala dell’Ucraina l’Unione rischia di limitarsi a trasferire la propria dipendenza da un fornitore all’altro.

La ministra ha collegato le nuove preoccupazioni anche al coinvolgimento degli Stati Uniti nell’area dello Stretto di Hormuz e all’incremento dei prezzi del gas. A suo giudizio, gli obiettivi per il 2030 dovrebbero puntare alla liberazione dai combustibili fossili, non a un semplice cambio di origine delle importazioni.


Bollette e tariffe di rete

A Lussemburgo è iniziato il primo esame politico della proposta presentata dalla Commissione lo scorso luglio. Il provvedimento rientra nella revisione delle tariffe di rete e mira a contenere gli oneri che incidono sul prezzo dell’energia.

La Commissione propone anche un trattamento fiscale più favorevole per l’elettricità rispetto al gas. Circa dieci governi hanno però espresso riserve, mentre le capitali contrarie chiedono di cancellare l’intervento. Busch ha indicato come obiettivo dell’Unione «la piena indipendenza energetica e dai combustibili fossili».

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