Emanuele Filiberto verso la politica: il tema che può spingerlo in campo
Il principe di Savoia racconta le pressioni dei monarchici, commenta le proteste contro il carovita e auspica una rilettura meno conflittuale della storia italiana.
Il carovita e le proteste di piazza hanno offerto a Emanuele Filiberto l’occasione per delineare alcune posizioni che potrebbero diventare il nucleo di un futuro impegno pubblico. In un colloquio con Zaira Mureddu per La Stampa, il principe di Savoia ha parlato anche delle richieste ricevute dai monarchici in vista delle prossime elezioni.
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Il carovita entra nel suo possibile programma
Secondo Emanuele Filiberto, chi scende in strada per denunciare le difficoltà economiche deve poter esprimere il proprio dissenso. La protesta, a suo giudizio, è legittima quando rimane pacifica: «È un diritto sacrosanto manifestare. Devono far sentire la loro voce, ma in modo pacifico».
Nel suo ragionamento trovano spazio anche le difficoltà dei camionisti, che per giorni hanno rallentato i rifornimenti di generi alimentari e carburante. Il principe richiama inoltre i problemi dei commercianti del Sud, delle famiglie che faticano ad arrivare alla fine del mese e di chi vive senza certezze sul futuro. La sua posizione comprende sia solidarietà verso i manifestanti non violenti sia attenzione per le forze dell’ordine, mentre sulle devastazioni è netto: «Le persone che spaccano devono pagare».
Le pressioni per una candidatura
L’avvicinarsi degli appuntamenti elettorali avrebbe intensificato le sollecitazioni rivolte al principe. A spingerlo sarebbe soprattutto l’area monarchica, che da tempo gli chiede di chiarire se intenda trasformare il proprio ruolo pubblico in una vera esperienza politica.
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Nel colloquio, Emanuele Filiberto segnala quella che considera una lacuna del sistema italiano: «Non c’è un partito di riferimento per i monarchici». Non annuncia però una candidatura definitiva. La sua presenza alla guida della Casa Reale Holding, società attraverso la quale possiede anche una squadra di calcio, viene indicata come un elemento che alimenta le ipotesi su una possibile discesa in campo.
Una monarchia senza nostalgia
Il principe respinge l’etichetta di nostalgico e preferisce collegare la propria posizione a un insieme di valori e al riconoscimento del ruolo avuto dalla corona nella storia del Paese. Il riferimento riguarda anche le responsabilità del bisnonno, autore della promulgazione delle leggi razziali, per le quali le scuse sono arrivate soltanto nel 2021.
Sul rapporto tra monarchia e Repubblica, Emanuele Filiberto invita a superare le contrapposizioni. Dopo otto decenni di Repubblica, auspica una lettura del passato meno aspra: «Spero che dopo ottant’anni di repubblica ci possa essere il modo di rileggere la storia in maniera più pacifica». La riserva sulla politica resta quindi aperta, mentre le pressioni per una scelta continuano ad aumentare.
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