Elezioni Usa, Europa in allerta su Ucraina ed energia
Dazi, rapporti con Teheran e aiuti a Kiev potrebbero risentire del nuovo equilibrio politico a Washington
La sconfitta di Donald Trump alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti apre nuovi interrogativi per l’Europa. Ucraina, Iran, commercio e prezzi dell’energia sono i dossier più esposti alle conseguenze del voto.
Rowenta
-12% sui lavapavimenti da Rowenta
Più tensioni tra Washington e Europa
Il risultato elettorale consentirà ai Democratici di aumentare il controllo politico sull’amministrazione e di incalzare il presidente durante le audizioni. Tuttavia, Trump conserva ampi poteri in materia di politica estera, sicurezza nazionale, diplomazia e rapporti commerciali, oltre alla possibilità di porre il veto sulle leggi approvate dal Congresso.
Secondo Wolfgang Ischinger, ex ambasciatore tedesco negli Stati Uniti, il voto potrebbe spingere Trump a irrigidire ulteriormente i rapporti con gli alleati europei. «Dobbiamo prepararci a relazioni transatlantiche non più armoniose, ma a una maggiore acrimonia e a richieste ancora più pressanti da parte di Trump nei confronti dell’Europa», ha avvertito.
Phil Gordon, già consigliere per la sicurezza nazionale di Kamala Harris, ha ricordato che il presidente mantiene il comando delle forze armate e una forte influenza su dazi e accordi commerciali. Anche con una maggioranza democratica in entrambe le camere, quindi, il margine d’azione della Casa Bianca resterebbe ampio.
Kiev attende decisioni rapide
Sul sostegno all’Ucraina, il risultato potrebbe favorire nuovi stanziamenti americani. La maggior parte dei Democratici ha finora collegato gli aiuti a Kiev alla difesa della democrazia, al rispetto del diritto internazionale e alla sicurezza degli Stati Uniti.
Bronwen Maddox, direttrice di Chatham House, ha però escluso effetti immediati per il governo ucraino. «Non bisogna aspettarsi una salvezza immediata per Zelensky», ha dichiarato, osservando che l’eventuale aumento di aiuti militari e finanziari richiederebbe mesi, forse anni, per produrre risultati.
L’esigenza di Kiev è invece immediata, soprattutto per rafforzare la difesa aerea con missili Patriot. Sul negoziato con Mosca potrebbe prevalere la linea di Trump, intenzionato a presentarsi come il presidente capace di chiudere la guerra e sempre più critico verso Volodymyr Zelensky.
L’ex diplomatico statunitense Kurt Volker prevede che la Casa Bianca possa muoversi senza attendere il consenso ucraino o quello degli alleati europei. Tra le ipotesi indicate figurano la riduzione delle sanzioni contro la Russia e nuovi accordi energetici con Mosca. Per la Nato, invece, non si prospetterebbero cambiamenti rilevanti nella presenza militare americana in Europa: su un eventuale ritiro Trump non avrebbe il sostegno del Congresso né dei due principali partiti.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Energia e crisi con l’Iran
L’Europa potrebbe continuare a pagare prezzi elevati per energia e trasporti. Senza un’intesa con Teheran che consenta la riapertura dello Stretto di Hormuz, la crisi energetica rischia di proseguire e di aggravare il costo della vita nel continente.
Anche il trasporto aereo è esposto alle conseguenze della situazione. Ryanair ha avvertito che, senza un accordo, potrebbero emergere difficoltà già dalla primavera.
Trump si trova davanti a due alternative: riprendere le operazioni militari contro l’Iran, nella speranza di costringere il regime a cedere, oppure lasciare ad altri Paesi, compresi quelli europei e asiatici, il compito di cercare una soluzione. Una nuova escalation farebbe aumentare ulteriormente i prezzi dell’energia e potrebbe risultare impopolare negli Stati Uniti.
Il presidente ha comunque difeso la scelta compiuta durante la campagna elettorale: «La guerra in Iran ha avuto un ruolo nel risultato delle elezioni ma ho fatto la cosa giusta. La rifarei». Trump ha anche ribadito che Teheran non dovrà mai dotarsi di un’arma nucleare, senza escludere un’azione militare di ampia portata.
La partita interna dei Democratici
Il nuovo Congresso potrebbe dedicare gran parte delle proprie energie allo scontro politico interno. Tra le priorità indicate dai Democratici ci sono il costo della vita, l’aumento del salario minimo federale e nuove regole etiche per i principali organi del governo.
Kamala Harris ha già definito una nuova procedura di impeachment contro Trump una scelta molto negativa. Rahm Emanuel, ex sindaco di Chicago, ha invece invitato il partito a concentrarsi sui problemi economici quotidiani e sulla costruzione di una proposta in vista della fase politica successiva.
Secondo l’analisi riportata nel testo, la lotta tra i partiti potrebbe assorbire tempo e attenzione, riducendo lo spazio per la politica estera. L’Europa dovrà quindi seguire sia le decisioni della Casa Bianca sia gli equilibri che emergeranno dal Congresso.
La domanda di oggi
Le inchieste parlamentari influenzeranno la corsa presidenziale americana del 2028?
Continua a leggere
Russia-Ucraina, Trump: un accordo vicino e coinvolgerà anche l’Europa
Il presidente Usa ha incontrato alla Casa Bianca l’inviato di Putin, ma non la delegazione ucraina
Elezioni in Ucraina, Zelensky valuta il voto digitale
Il presidente ucraino avverte che milioni di soldati al fronte non riuscirebbero a partecipare alle urne
Europa, falsi allarmi e attacchi informatici: ipotesi di guerra ibrida
Scuole, voli e frigoriferi presi di mira in pochi giorni, mentre gli esperti valutano un possibile coordinamento
Ucraina, smentita la storia del ragazzo agli otto funerali
Le immagini sono autentiche: ritraggono un quattordicenne di Otynia che omaggia i caduti con i loro ritratti.