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Attualità 1 min di lettura6 giorni fa

El Niño, allarme caldo: fino a 451mila morti in più nel 2026-2027

Uno studio del Climate Impact Lab stima un forte aumento dei decessi legati alle alte temperature, con i Paesi più poveri esposti al peso maggiore e varie contromisure già indicate.

Il fardello maggiore del caldo extra ricadrà sul Sud del mondo, dove fragilità economiche e problemi già aperti rendono più difficile reagire. Lo studio firmato da Michael Greenstone e dai suoi collaboratori segnala in particolare il Sahel, indicato come la zona destinata a subire l’impatto più duro, con circa 66.800 morti aggiuntive attribuite alle temperature elevate associate a El Niño.


Un aumento piccolo solo in apparenza

Nel lavoro del Climate Impact Lab viene anche stimato un rialzo medio di circa 1,2 gradi Celsius per le temperature terrestri globali durante questo episodio. Una variazione che, pur sembrando contenuta, porterebbe a un incremento del 44% delle giornate di caldo estremo rispetto a una stagione normale. Greenstone ha spiegato che il rischio non si fermerà con la fine del fenomeno: secondo il cofondatore del gruppo, gli effetti potrebbero trascinarsi oltre febbraio e arrivare fino alla prossima estate.


La stima: 451mila decessi in più

A emergere con più forza è però il dato complessivo: tra giugno 2026 e la fine di febbraio 2027 potrebbero verificarsi fino a 451mila decessi in più legati al caldo, rispetto a un anno tipico. Gli autori collegano questa proiezione al potente El Niño e avvertono che l’ondata di temperature elevate potrebbe anticipare condizioni che il cambiamento climatico renderà più comuni tra circa 20 anni.

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Le contromisure indicate dagli studiosi

Il rapporto elenca anche gli strumenti che i governi potrebbero mettere in campo per ridurre i danni. Tra questi compaiono sistemi di allerta per le ondate di calore, spazi refrigerati, punti per l’idratazione, tutele per chi lavora all’aperto, un rafforzamento della rete ospedaliera e interventi mirati su anziani e altre fasce vulnerabili. Gli autori chiedono inoltre un finanziamento anticipatorio, necessario per arrivare preparati ai picchi di temperatura che, con ogni probabilità, si presenteranno.

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