Ecomafia, 11,5 miliardi nel 2025: rifiuti e clan tornano sotto i riflettori
Il giro d’affari cresce nonostante il calo dei reati ambientali: rifiuti, agroalimentare e specie protette trainano l’economia criminale.
«Chiediamo con forza norme più efficaci, più controlli e più risorse per le demolizioni». È la richiesta di Enrico Fontana, responsabile dell’Osservatorio Ambiente e legalità di Legambiente, davanti a un fenomeno che continua a intrecciarsi con sicurezza, territorio ed economia legale. L’associazione contesta anche i tentativi, finora non riusciti, di riproporre condoni edilizi.
Secondo l’ultima stima Istat realizzata con Cresme, risalente al 2022, nel Mezzogiorno vengono costruite 42 abitazioni abusive ogni 100 realizzate nel rispetto delle norme. Per Fontana servono quindi un ruolo più incisivo dei Prefetti, maggiori verifiche e fondi adeguati per abbattere gli immobili illegali.
Abusivismo e nuove norme nel mirino
Nel rapporto «Ecomafia 2026. I numeri e le storie delle illegalità ambientali in Italia», Legambiente formula 10 proposte al Governo Meloni. Tra le priorità indicate c’è l’inserimento nel Codice penale di quattro fattispecie previste dalla Direttiva europea sulla protezione dell’ambiente, ma non recepite dal decreto legislativo 81 del 21 aprile 2026.
Le ipotesi riguardano l’uccisione e la vendita di specie selvatiche protette, il saccheggio delle acque sotterranee e superficiali, il commercio di materie prime e prodotti collegati alla deforestazione e la fabbricazione o distribuzione illegale dei gas fluorurati. Legambiente sollecita inoltre un piano nazionale contro l’edilizia abusiva, con risorse destinate ai Comuni, alla magistratura e alle Prefetture attraverso il Ministero delle infrastrutture e la Cassa depositi e prestiti.
La legge 68 del 2015, che ha introdotto i delitti ambientali nel Codice penale, continua intanto a produrre effetti secondo l’associazione. Nel 2025 sono stati contestati 303 casi di inquinamento ambientale, pari al 35% delle fattispecie rilevate, e 115 episodi di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti, equivalenti al 13,3% del totale.
Il business cresce oltre 11 miliardi
Il dato economico più pesante riguarda il giro d’affari delle ecomafie: nel 2025 ha raggiunto 11,5 miliardi di euro, contro i 9,3 miliardi dell’anno precedente. L’incremento è di 2,2 miliardi e viene attribuito soprattutto alla gestione clandestina dei rifiuti, alle filiere alimentari e al commercio di animali e piante sottoposti a tutela.
Il quadro presenta però una contraddizione. I reati ambientali accertati sono scesi a 35.735, con una riduzione del 12% sul 2024: equivalgono a circa 98 episodi ogni giorno, poco più di quattro all’ora. Al contrario, gli illeciti amministrativi sono quasi 78mila, in aumento dell’11,4%, portando il totale delle violazioni a circa 113mila.
La gestione illegale dei rifiuti è tornata in testa alla graduatoria per la prima volta dal 2018, con 10.914 contestazioni, quasi 30 al giorno. Nello stesso comparto gli incendi negli impianti sono saliti a 76, segnando un aumento del 24,7%.
Il ciclo del cemento occupa il secondo posto con circa 8mila illeciti, in diminuzione del 41%, anche per la contrazione dell’attività edilizia. Seguono i reati contro gli animali, quasi 7mila tra bracconaggio, pesca vietata, traffico di specie protette, commercio di animali da compagnia e irregolarità negli allevamenti.
Incendi e agroalimentare sotto pressione
Gli incendi boschivi e quelli che hanno colpito la vegetazione sono aumentati del 10,7%, arrivando a 3.586 casi. Nel complesso le fiamme hanno distrutto più di 90mila ettari, aggiungendo un ulteriore elemento di allarme al bilancio ambientale.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Ancora più marcata è la crescita dell’illegalità nella filiera agroalimentare. Reati e violazioni amministrative hanno raggiunto quota 67.677, il 46% in più rispetto al 2024. Il valore di sequestri e sanzioni è cresciuto del 109%, fino a 968 milioni di euro.
Diminuiscono invece i delitti contro il patrimonio culturale, scesi a 2.276 con un calo del 23%. Anche i controlli sono arretrati dell’8,5%, mentre gli arresti per il traffico di opere d’arte e reperti archeologici sono passati da 2 a 34 in un anno.
Il Mezzogiorno resta più colpito
La Campania mantiene il primato regionale con 5.636 reati, il 15,8% del dato nazionale. La Sicilia, con 3.726 casi e una quota del 10,4%, ha superato la Puglia, ferma a 3.601; seguono la Calabria con 2.862 e il Lazio con 2.358, primo territorio del Centro.
La Sardegna è salita al sesto posto con 2.240 reati, davanti alla Toscana, che ne conta 2.123. L’isola prosegue così il percorso di crescita iniziato nel 2022, quando occupava la quindicesima posizione, e registra anche 6.067 illeciti amministrativi.
Nel Nord la regione con più reati non è più la Lombardia, nona con 1.822 casi. Il primato passa alla Liguria, ottava con 1.863 illeciti penali, seguita dall’Emilia-Romagna, decima con 1.434.
A livello provinciale Napoli è prima con 2.512 contestazioni, l’8,6% in più rispetto al 2024. Salerno segue a quota 1.472 (+11,4%), mentre Palermo è terza con 1.235 casi e un balzo del 59,6%. Roma è quarta con 1.113, poi arrivano Cosenza e Bari; Genova, settima con 963 reati, è la provincia settentrionale più esposta.
Clan e corruzione ambientale
Nelle quattro regioni caratterizzate dalla presenza mafiosa tradizionale si concentra il 44,3% dei reati accertati nel 2025. Legambiente ha censito 393 clan attivi nella Penisola tra il 1995 e il 2025, segnalando anche l’espansione della corruzione legata a opere e attività con conseguenze sull’ambiente.
Tra il 1 maggio 2025 e il 30 aprile 2026 sono state individuate 75 inchieste giudiziarie sulla cosiddetta corruzione ambientale. Le persone denunciate sono state più di mille, con 307 arresti e 151 sequestri; il 53,3% delle indagini ha riguardato le quattro regioni a presenza mafiosa storica.
Continua a leggere
Panico nella Casa: un topo scatena il fuggi fuggi al Grande Fratello Vip
Un roditore avvistato in cucina ha interrotto la serata degli inquilini, mentre la regia sospende l’audio e lascia aperto il dubbio sulla sua cattura.
Diesel, la minaccia di Trump scuote l’Europa: vertice G7 urgente
Il prezzo del carburante supera nuove soglie nel Regno Unito mentre Washington valuta il ricorso alle scorte europee e Macron prova a ricucire il fronte occidentale.
Data center a Milano: il calore può sostituire il gas per 300mila utenze
A2A punta sul recupero dell’energia termica dei centri dati e annuncia investimenti per 600 milioni di euro nell’area metropolitana milanese.
Sánchez al bivio: Junts si sfila dal decreto casa
Il Parlamento spagnolo decide sulle misure abitative dopo lo sfratto di Maricarmen, mentre la protesta degli Indignados aumenta la pressione sul governo socialista