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Attualità 1 min di lettura40 min fa

Ebraismo Unito rompe con Netanyahu: nessun nome per il governo

La formazione religiosa potrebbe risultare decisiva se Eisenkot tentasse di costruire un esecutivo senza una maggioranza piena.

Ebraismo Unito ha scelto di non indicare alcun candidato per la formazione del prossimo governo israeliano.

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Il possibile ruolo di Eisenkot

La decisione potrebbe lasciare al partito ultraortodosso un peso determinante nei futuri negoziati. La formazione potrebbe infatti diventare l’ago della bilancia nel caso in cui Eisenkot provasse a varare un governo di minoranza.

Il sostegno di Ebraismo Unito potrebbe quindi incidere sull’esito delle trattative, anche se al momento il partito non ha indicato quale schieramento intenda appoggiare.


La rottura con Netanyahu

La scelta segna l’allontanamento da Benjamin Netanyahu dopo una lunga collaborazione politica. Ebraismo Unito, alleanza composta da due partiti ultraortodossi ashkenaziti, aveva fatto parte dell’esecutivo fino a luglio 2025.

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Dopo l’uscita dal governo, la formazione religiosa aveva continuato a sostenere la coalizione senza entrarne formalmente a far parte. Ora ha deciso di non legarsi ad alcun blocco politico.


La posizione comunicata a Herzog

Durante le consultazioni con il presidente Isaac Herzog, i rappresentanti del partito hanno spiegato di «non essere vincolati ad alcun blocco».

Ebraismo Unito non ha dunque fornito a Herzog il nome di un candidato incaricato di costruire l’esecutivo. La decisione lascia aperte le possibili alleanze in vista della formazione del nuovo governo.

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