Decreto Bollette, il governo valuta una soglia intermedia
Il governo valuta una soglia intermedia per limitare l’impatto sui produttori senza modificare il tetto di 58,9 euro
Il decreto Bollette dovrebbe essere esaminato oggi dal Consiglio dei ministri, dopo il rinvio della scorsa settimana. Sul tavolo ci sono modifiche al sistema con cui vengono distribuiti i costi del tetto al prezzo del gas.
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Le modifiche chieste dai produttori
Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, ha confermato l’intenzione del governo durante un incontro con Elettricità Futura. A proposito delle trattative con le aziende elettriche, ha dichiarato: «Terremo conto della posizione dei produttori».
Pichetto ha spiegato che l’articolo 6 del decreto ha richiesto ulteriori precisazioni, anche per correggere possibili effetti distorsivi. Le osservazioni arrivate dal settore potrebbero quindi tradursi in una revisione del testo prima dell’approvazione.
Anche Salvatore Pinto, presidente di Elettricità Futura, ha chiesto un confronto con l’esecutivo. Secondo Pinto, il comparto ha già affrontato vari interventi onerosi e il totale delle misure adottate nell’arco di un anno potrebbe raggiungere «6-7 miliardi di euro: un po’ troppo per un solo settore in un solo anno».
Come funziona la soglia
Il provvedimento mantiene un limite di 58,9 euro per megawattora al prezzo del gas utilizzato come riferimento per l’energia venduta ai clienti. La distanza tra questo valore e le quotazioni di mercato viene compensata attraverso un trasferimento dei costi.
Una parte dell’onere ricadrebbe sugli oneri di sistema pagati dai clienti con contratti a prezzo variabile, tra cui le fasce vulnerabili e le imprese industriali. La versione iniziale del decreto prevedeva invece che la quota restante fosse sostenuta direttamente dai produttori.
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Il ministero starebbe valutando una soluzione intermedia: fissare un livello inferiore ai prezzi di mercato, ma superiore al tetto, così da attribuire alle aziende elettriche soltanto la differenza tra la soglia e i 58,9 euro. L’importo preciso non è ancora stato definito.
Il confronto tra aziende e governo
Il tetto favorisce le imprese che consumano grandi quantità di energia, ma riduce i ricavi potenziali dei produttori. La misura ha alimentato anche il confronto interno a Confindustria, dopo le dichiarazioni del presidente Emanuele Orsini sull’idroelettrico.
Pinto ha replicato accusando Orsini di avere irrigidito il confronto proprio mentre erano in corso interlocuzioni. Il presidente di Elettricità Futura ha inoltre citato la nuova Irap e la proroga della fine delle tutele graduali, sostenendo che quest’ultima modifica le condizioni di gare già concluse e penalizza i contratti a prezzo fisso.
La decisione sulla versione definitiva del decreto arriverà dopo il passaggio in Consiglio dei ministri. Solo con il testo approvato sarà possibile capire se la soglia ipotizzata dal Mase avrà accolto le richieste del settore elettrico.
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