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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Due dosi non bastano: il caso Pike riapre il dramma della pena capitale

Dopo una procedura durata quasi due ore, i testimoni hanno riferito che Christa Pike respirava ancora: intanto la Corte Suprema aveva autorizzato l’esecuzione in Tennessee.

L’esecuzione di Christa Gail Pike, prevista in Tennessee, si è trasformata in una procedura insolitamente lunga e dall’esito incerto. La detenuta, secondo i giornalisti presenti, avrebbe continuato a parlare, cantare, respirare e persino russare dopo la somministrazione di due dosi di pentobarbital. Al momento non sono state rese note le sue condizioni e non è chiaro se sia ancora viva.


Una procedura durata quasi due ore

La somministrazione era cominciata alle 19:00 ora locale e si è conclusa, secondo le testimonianze raccolte, alle 20:56. Pike sarebbe rimasta cosciente dopo l’avvio dell’iniezione, interagendo con la propria guida spirituale.

Dopo la prima dose, la donna avrebbe continuato a muoversi e a respirare in modo udibile. Alcuni testimoni hanno riferito che anche dopo l’iniezione successiva il respiro e il russare erano ancora percepibili. «Sembra che le cose non siano andate come previsto», ha commentato John North, giornalista investigativo dell’emittente WBIR presente sul posto.

In seguito al mancato esito della procedura, i legali di Pike hanno presentato una richiesta urgente per fermare l’esecuzione. L’amministrazione penitenziaria del Tennessee non ha fornito chiarimenti e non ha risposto alle domande dell’AFP.


La decisione arrivata all’ultimo momento

Poche ore prima dell’esecuzione, una Corte d’Appello aveva disposto la sospensione con una votazione finita 2 a 1. I giudici avevano ritenuto necessario esaminare più attentamente il possibile peso degli abusi sessuali subiti da Pike durante l’infanzia sulla condanna alla pena capitale.

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Il procuratore generale del Tennessee aveva contestato immediatamente quella decisione. La Corte Suprema degli Stati Uniti ha poi revocato la sospensione, consentendo alle autorità di procedere con l’esecuzione fissata per il 30 settembre.

Se portata a termine, la condanna avrebbe fatto di Pike la prima donna giustiziata in Tennessee da oltre 200 anni. La donna, oggi cinquantenne, è detenuta nel braccio della morte dello Stato dal marzo 1996 ed è l’unica condannata a morte di sesso femminile in Tennessee.


Il delitto e la condanna

Pike e il fidanzato furono condannati per l’omicidio di Colleen Slemmer, compagna di classe di 19 anni. Il delitto risale al 1995 e avvenne in un centro di formazione professionale di Knoxville.

Secondo la ricostruzione alla base della condanna, la giovane venne accoltellata e picchiata dalla coppia. Dopo quasi tre decenni trascorsi nel braccio della morte, il caso è tornato al centro dell’attenzione non solo per il ricorso legato alla sua infanzia, ma anche per l’esito anomalo della procedura letale.

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