Aster 30, la difesa europea che colpisce oltre 120 chilometri
Il missile sviluppato da Italia e Francia può affrontare aerei, droni e minacce balistiche grazie a una guida avanzata e a una notevole agilità in volo.
La caratteristica più impressionante degli Aster 30 è la capacità di cambiare traiettoria con estrema rapidità durante l’intercettazione. Il sistema PIF-PAF combina la spinta laterale con le superfici aerodinamiche tradizionali, permettendo al missile di effettuare virate molto strette e di reagire anche alle manovre evasive del bersaglio.
Agilità e precisione in volo
Nella prima parte della missione il missile segue una rotta calcolata attraverso la guida inerziale, corretta dagli aggiornamenti trasmessi dal radar. Quando si avvicina all’obiettivo entra in funzione un sensore radar attivo a radiofrequenza, incaricato di perfezionare l’intercettazione nella fase decisiva.
Questa architettura consente di affrontare minacce diverse mantenendo elevati margini di precisione. La combinazione fra controllo della traiettoria, propulsione laterale e ricerca autonoma del bersaglio rappresenta uno degli elementi distintivi della famiglia Aster.
Dove vengono impiegati i missili
Gli Aster 30 possono essere utilizzati sia in mare sia sulla terraferma. In ambito navale equipaggiano sistemi come il PAAMS, installato sui cacciatorpediniere delle classi Horizon e FREMM, mentre sul territorio sono integrati nelle batterie mobili SAMP/T.
Il sistema terrestre è adottato anche dall’Aeronautica Militare italiana e dall’Aeronautica francese. Questa doppia configurazione permette di proteggere unità navali e aree strategiche attraverso una piattaforma europea comune.
La portata distingue il modello 30
La famiglia Aster comprende più versioni, ma il numero associato al modello indica soprattutto la diversa capacità operativa. Rispetto all’Aster 15, pensato per distanze inferiori, l’Aster 30 dispone di un propulsore aggiuntivo più voluminoso.
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Il risultato è una gittata superiore ai 120 chilometri e una quota d’intercettazione che può arrivare a circa 20 chilometri. Si tratta quindi di uno strumento concepito per la difesa aerea a medio e lungo raggio.
La richiesta di Rutte sulla produzione
I missili sono progettati per contrastare velivoli da combattimento, droni, missili da crociera e minacce balistiche a corto o medio raggio. La loro funzione è dunque quella di creare uno scudo contro obiettivi ad alta velocità e con profili di volo differenti.
Il tema della disponibilità industriale è stato sollevato da Mark Rutte durante il vertice Euronews sulla difesa e lo spazio 2026. Il Segretario generale della Nato ha sostenuto che gli arsenali occidentali non dispongono di scorte sufficienti e ha indicato proprio questi sistemi come esempio: «In questo momento il problema è che non produciamo abbastanza. Guardiamo all’Ucraina. Abbiamo gli Aster 30 di Italia e Francia, sistemi fantastici. Abbiamo i sistemi Patriot americani. Ma entrambi non vengono prodotti in quantità sufficienti».
La produzione della famiglia Aster è affidata al consorzio europeo Eurosam, formato da MBDA e Thales. Nel suo intervento, Rutte ha collegato la necessità di aumentare la capacità produttiva europea e statunitense alle esigenze emerse dal conflitto in Ucraina.
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