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Attualità 1 min di lettura5 giorni fa

Droni e paura: l’allarme di Margelletti su Mosca e l’Europa

Per Guido Margelletti la partita non si gioca sui carri armati, ma sulla capacità di spaventare l’Europa e tenerla sotto pressione.

Il presidente del Ce.S.I. sostiene che Mosca possa colpire con i droni in tempi brevissimi e che la strategia russa punti a indebolire la tenuta politica dell’Occidente più che a occupare territori con un assalto tradizionale.

Margelletti parla di una minaccia già in corso da tempo e invita a non rimuoverla dal dibattito pubblico. A suo giudizio, la guerra ibrida non è un’eventualità futura, ma una realtà con cui l’Europa convive da anni e che fatica ancora a riconoscere apertamente.


La minaccia non è un’invasione classica

Secondo il presidente del Ce.S.I., Vladimir Putin non immagina uno scenario da guerra convenzionale, con soldati russi lanciati su Piazza Navona o in altre città europee. L’obiettivo, invece, sarebbe più sottile: condizionare i Paesi europei senza arrivare a uno scontro frontale.

In questa lettura, la leva principale è la paura. Mosca punterebbe a diffondere insicurezza, a far percepire una vulnerabilità costante e a trasformare il timore in uno strumento politico capace di pesare sulle decisioni dei governi.

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Nato ed Europa nel mirino

Il punto centrale, per Margelletti, è la coesione dell’Alleanza atlantica. Il Cremlino mirerebbe a incrinare i rapporti tra i membri della Nato, sfruttando divisioni e diffidenze per rendere meno compatto il fronte occidentale.

Da qui la sua conclusione: l’obiettivo russo sarebbe conquistare influenza sull’Europa senza combattere una guerra tradizionale. Un progetto che, nel ragionamento del presidente del Ce.S.I., passa dalla destabilizzazione psicologica e politica più che dalla forza militare diretta.

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