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Attualità 1 min di lettura5 giorni fa

Droni dal Mediterraneo? L’allerta che coinvolge Italia e Francia

Un report attribuito ai servizi lituani rilancia il rischio di velivoli “Gerbera” in partenza da petroliere fantasma, mentre Mosca reagisce al pattugliamento italiano nell’area a sud della Sicilia e verso la Siria.

Il rischio evocato nel report dei servizi lituani non riguarda solo un teatro lontano: secondo quanto riferito, il Mediterraneo potrebbe diventare il punto di lancio di droni “Gerbera” diretti anche contro Italia e Francia. A far salire la tensione è l’ipotesi che a utilizzare queste piattaforme siano petroliere fantasma, un elemento che sposta l’attenzione sulle rotte navali russe e sulla sorveglianza nell’area.

Il quadro, già delicato, si intreccia con la reazione di Mosca al pattugliamento italiano. Il Cremlino, sempre secondo la ricostruzione riportata, starebbe cercando di intimidire il monitoraggio sulle attività delle navi russe a sud della Sicilia e lungo la rotta verso la Siria.


Il fronte dei droni e delle navi fantasma

La segnalazione contenuta nel report lituano mette al centro i droni “Gerbera”, indicati come una possibile minaccia in arrivo dal Mediterraneo. L’attenzione non è rivolta soltanto al mezzo aereo, ma anche al modo in cui potrebbe essere impiegato: il lancio da petroliere fantasma renderebbe più complessa l’individuazione della provenienza.

In questo scenario, il richiamo a Italia e Francia non è casuale. L’ipotesi descritta dai servizi lituani suggerisce che i due Paesi possano rientrare nel raggio di un’azione pensata per sfruttare rotte marittime opache e ridurre la tracciabilità delle operazioni.

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Mosca contesta il pattugliamento italiano

Parallelamente, la presenza italiana nel Mediterraneo viene letta come un elemento di pressione nei confronti di Mosca. Il pattugliamento delle attività delle navi russe, soprattutto nell’area a sud della Sicilia, è al centro di una frizione che coinvolge anche la direttrice verso la Siria.

Secondo la ricostruzione riportata, la risposta del Cremlino mira proprio a scoraggiare questa sorveglianza. Il messaggio che emerge è quello di un braccio di ferro che si gioca tra controllo dei traffici, mobilità delle flotte e timori legati all’impiego di droni in un’area strategica del Mediterraneo.

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