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Attualità 1 min di lettura3 ore fa

Draghi avverte l’Europa: senza riforme la stabilità è a rischio

Da Zurigo l’ex presidente della Bce chiede più integrazione e una strategia comune per sostenere la crescita e rendere sostenibili i conti pubblici.

La stabilità europea non può essere affidata soltanto alle decisioni sui tassi. Da Zurigo, Mario Draghi ha richiamato l’Unione alla necessità di puntare su crescita, integrazione e riforme, indicando queste direttrici come la sola strada per evitare un progressivo indebolimento del sistema.


La politica monetaria non basta più

Secondo l’ex presidente della Banca centrale europea, le condizioni finanziarie dipendono sempre più da fattori globali. Le dinamiche internazionali influenzano quindi il costo del denaro, riducendo lo spazio d’azione della politica monetaria nel sostenere da sola lo sviluppo.

Il messaggio rivolto ai responsabili delle scelte economiche è netto: la crescita non può essere delegata esclusivamente alle banche centrali. Servono invece decisioni politiche capaci di accompagnare l’economia europea attraverso interventi strutturali e una maggiore capacità comune.

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Un piano comune per i conti

Nel suo intervento, Draghi ha collegato la solidità dei bilanci pubblici alla necessità di una strategia sovranazionale. Senza un coordinamento più forte tra gli Stati, il peso delle difficoltà economiche rischia di diventare sempre meno sostenibile per i singoli Paesi.

L’invito ai legislatori è dunque quello di accelerare sul fronte dell’integrazione e delle riforme. È su questo terreno, insieme al rafforzamento della crescita, che si gioca secondo Draghi la possibilità di preservare la stabilità dell’Unione.

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