Diplomazia, 130 incontri a Roma per capire chi guiderà il prossimo ordine mondiale
Dal 22 al 30 ottobre ambasciate, università e istituzioni discuteranno guerre, tecnologia, sicurezza e trasformazioni degli equilibri internazionali.
Le catene di approvvigionamento sono ormai diventate uno degli strumenti della competizione strategica tra Stati. È anche da questa prospettiva che il Festival della Diplomazia affronterà i rapporti tra commercio, infrastrutture, tecnologia e potere internazionale.
Rowenta
-20% sugli aspirapolvere Rowenta
Asia, corridoi e nuove alleanze
Tra gli appuntamenti dedicati all’Asia sud-orientale figura quello del 26 ottobre con Theresa P. Lazaro, segretaria agli Affari esteri delle Filippine, chiamata a illustrare la visione dell’Asean e il ruolo della presidenza filippina. Il 29 ottobre sarà invece analizzato il legame tra Italia e Giappone, a 160 anni dall’avvio delle relazioni bilaterali, con l’ambasciatrice Hikariko Ono e rappresentanti della Farnesina e dell’industria italiana.
La dimensione asiatica comprenderà anche un incontro sulla posizione di Taiwan nei rapporti tra Washington, Pechino e le capitali europee, in calendario il 26 ottobre con Stefano Pelaggi, Axel Berkofsky e Lorenzo Termine. Due giorni dopo, all’Università Roma Tre, studiosi come Enrico Fardella, Romeo Orlandi e Daniela Verena Huber discuteranno della crescita cinese e dell’evoluzione degli assetti regionali e globali, prendendo spunto dalla cosiddetta trappola di Tucidide.
Roma osserva un mondo instabile
La manifestazione si svolgerà nella capitale dal 22 al 30 ottobre, con 130 appuntamenti organizzati in 38 luoghi tra sedi diplomatiche, atenei, istituzioni e centri di ricerca. Il tema scelto, “Che cosa viene dopo? Correre sull’orlo”, richiama l’incertezza di una fase segnata da guerre, rivalità tra grandi potenze e innovazioni capaci di modificare gli strumenti del confronto.
Il conflitto in Ucraina, la crisi mediorientale, la rivalità tra Stati Uniti e Cina e le pressioni sulle democrazie saranno alcuni dei principali terreni di discussione. L’obiettivo dichiarato è esaminare gli scenari possibili mentre regole e organismi nati negli ultimi decenni mostrano crescente fragilità.
Massolo: serve più consapevolezza
Alla presentazione del 14 ottobre, al Centro Studi Americani, Giampiero Massolo ha descritto un passaggio storico nel quale trasformazioni considerate impensabili stanno diventando realtà. Il presidente del Comitato scientifico ha sostenuto che il ruolo centrale dell’ordine liberale rischia di produrre instabilità, rendendo necessario interrogarsi sui nuovi equilibri politici, economici e giuridici.
«Non abbiamo la presunzione di fornire risposte immediate, ma di accrescere la consapevolezza, che è la chiave per affrontare e risolvere i problemi», ha affermato Massolo. L’ambasciatore ha inoltre indicato Roma come luogo privilegiato di confronto, grazie alla presenza contemporanea delle rappresentanze statali, della Santa Sede e delle organizzazioni multilaterali impegnate nell’assistenza e nella cooperazione.
Nato nel 2010, il Festival riunisce esponenti della diplomazia, del mondo universitario, delle imprese e della società civile. Giorgio Bartolucci, segretario generale, ha sottolineato il valore della manifestazione come spazio di dialogo tra istituzioni, ricerca e accademia in una fase dominata da conflitti, instabilità e difficoltà della cooperazione tradizionale.
Democrazie sotto pressione
Carlo Corazza, responsabile dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia, ha richiamato il lavoro parlamentare sullo “Scudo per la democrazia” e i rischi legati alle interferenze attribuite ai regimi autoritari, con particolare riferimento alla Russia. Nel suo intervento ha definito la guerra cognitiva un elemento centrale anche sul terreno ucraino, perché mira a orientare l’opinione pubblica occidentale e a ridurre il sostegno politico a Kiev.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
Corazza ha collegato il problema della disinformazione alle scelte dei partiti europei e alla capacità delle democrazie di difendersi dalle manipolazioni. «Non c'è un piano B al rafforzare l'Unione Europea», ha detto, aggiungendo che il consolidamento dell’Unione è essenziale per indipendenza, libertà e democrazia.
Il 23 ottobre, alla Luiss, un incontro sul campo cognitivo esaminerà il rapporto tra informazione, potere e limiti delle regole europee. Parteciperanno Camille Grenier, Marco Ferrara, comandante del 28° Reggimento “Pavia”, e il giurista Maurizio Mensi. Il 26 ottobre sarà studiata l’esperienza dell’Estonia nel contrasto alle ingerenze straniere, con l’ambasciatore Lauri Bambus e Holger Roonemaa di Delfi Estonia; il 27 si parlerà della capacità di tenuta delle società europee, mentre il 30 il confronto su Stato di diritto e corruzione riguarderà anche la conquista delle istituzioni da parte di interessi politici ed economici.
Europa, Medio Oriente e Caucaso
L’allargamento dell’Unione europea sarà discusso il 27 ottobre con Thomas Bagger, Elena Clemente, Elena Grech e Ferdinando Nelli Feroci. La chiusura del programma, il 30 ottobre, proporrà invece riflessioni sull’Ucraina e sul suo rapporto con il progetto europeo, oltre al confronto “Un futuro senza Nato?”, con Alessandro Minuto Rizzo e Roberto Menotti.
Il 22 ottobre, presso l’Ambasciata d’Italia presso la Santa Sede, Massolo dialogherà con il cardinale Claudio Gugerotti, prefetto del Dicastero per le Chiese orientali; la conversazione sarà condotta da Massimo Franco. Il 28 ottobre, invece, religioni e conflitti saranno al centro di un appuntamento con Pasquale Ferrara, Vincenzo Buonomo e l’imam Yahya Pallavicini.
La sicurezza mediorientale sarà affrontata il 26 ottobre con Luca Giansanti, Karim Mezran, Valeria Talbot e Ugo Tramballi. Il 29 ottobre diplomatici e studiosi, tra cui l’ambasciatrice libanese Carla Jazzar, discuteranno delle possibili configurazioni future della regione. Nello stesso giorno, alla Lumsa, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme, interverrà sul rapporto tra fede, pace e diplomazia nei Luoghi Santi.
Anche il Caucaso avrà un posto nel calendario, con un incontro del 26 ottobre al Centro Studi Americani dedicato ai rapporti tra Armenia e Azerbaigian, alle prospettive di cooperazione e ai collegamenti commerciali. Al confronto parteciperanno gli ambasciatori di Armenia, Azerbaigian e Georgia, in una regione dove gli interessi delle potenze vicine si intrecciano con la ricerca di nuovi corridoi.
Pechino tra commercio e potere
L’Ambasciata cinese ospiterà il 22 ottobre un dialogo sui rapporti tra Europa e Asia orientale. Tra i partecipanti sono previsti l’ambasciatrice Hou Yue, Giovanni Tria, Ettore Francesco Sequi, Luigi Gambardella e il sinologo Francesco Sisci.
Il confronto esaminerà la possibilità di costruire forme comuni di collegamento in un quadro nel quale scambi commerciali, tecnologie e infrastrutture risentono sempre più della rivalità geopolitica. La discussione completa il quadro di un Festival concentrato sui cambiamenti che stanno ridisegnando il sistema internazionale.
Continua a leggere
Brasile, Lula spiazza tutti: sì ai 16 anni per i crimini più gravi
A pochi giorni dal voto, il presidente uscente sostiene la responsabilità penale anticipata soltanto per i reati efferati e apre un nuovo fronte nella campagna.
Frontiere Italia-Spagna: controlli prorogati, cosa succede ora
Roma e Madrid manterranno le verifiche temporanee per un’altra settimana, mentre i governi preparano nuove forme di collaborazione.
Diplomazia, Roma diventa il laboratorio del nuovo disordine mondiale
Dal 22 al 30 ottobre la capitale ospiterà 130 appuntamenti su guerre, sicurezza, tecnologia e futuro dell’Europa, con diplomatici, studiosi e rappresentanti delle istituzioni.
Accessibilità digitale, il 98% dei siti inciampa ancora: cosa manca
Una ricerca su 107 portali europei mostra quanto siano diffuse le barriere digitali, mentre nuove piattaforme cercano di trasformare l’accessibilità in un processo continuo.