Brasile, Lula spiazza tutti: sì ai 16 anni per i crimini più gravi
A pochi giorni dal voto, il presidente uscente sostiene la responsabilità penale anticipata soltanto per i reati efferati e apre un nuovo fronte nella campagna.
La sicurezza entra con forza nella fase decisiva della corsa presidenziale brasiliana e produce un avvicinamento inatteso tra Luiz Inacio Lula da Silva e Flavio Bolsonaro. A dieci giorni dal ballottaggio, il presidente uscente ha infatti sostenuto una proposta a lungo associata alla destra: abbassare da 18 a 16 anni l’età per la responsabilità penale, ma limitatamente ai crimini più efferati.
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La svolta del Partito dei lavoratori
Il cambio di rotta riguarda il Partito dei lavoratori, storicamente contrario alla riduzione dell’età dell’imputabilità. La formazione di sinistra ha ora assunto una posizione favorevole, modificando un orientamento mantenuto nel tempo e portando il tema della sicurezza al centro del confronto elettorale.
Lula ha confermato personalmente questa nuova linea, precisando che non dovrebbe applicarsi a ogni reato. «Credo che la società brasiliana, nel suo complesso, sia favorevole a punire qualsiasi crimine efferato», ha dichiarato, collegando l’eventuale abbassamento della soglia alla gravità dei fatti commessi dagli adolescenti.
Bolsonaro attacca con ironia
La presa di posizione ha sorpreso anche gli alleati più vicini al presidente e ha offerto un argomento immediato alla parte avversaria. Flavio Bolsonaro, figlio maggiore dell’ex presidente Jair Bolsonaro, ha commentato il mutamento di atteggiamento con tono sarcastico.
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«Dovremmo avere elezioni ogni settimana! Da un giorno all’altro, una persona ha una conversione, scopre la religione... è semplicemente meraviglioso», ha detto, ironizzando sulla rapidità con cui Lula e il suo partito hanno rivisto la propria posizione.
Il tema si inserisce così nella volata verso il ballottaggio, con i due schieramenti che finiscono per convergere almeno su un punto: per i delitti considerati più gravi, anche chi ha 16 anni potrebbe essere chiamato a risponderne penalmente. La proposta, tuttavia, resta circoscritta ai reati efferati e non coincide con un’estensione generale della responsabilità penale agli adolescenti.
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