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Attualità 2 min di lettura10 ore fa

Differenziata, Bologna accelera e Palermo resta indietro: i numeri

Il divario tra i capoluoghi cresce: la media italiana sale al 66,2%, mentre i piccoli centri guidano la classifica e alcune grandi città faticano.

Il confronto con il 2014 mette in luce due traiettorie opposte tra i capoluoghi più popolosi. Bologna ha guadagnato 33,4 punti percentuali nella raccolta differenziata, mentre Palermo, ancora ultima, è avanzata di appena 16,1 punti.

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Le grandi città procedono a velocità diverse

Nel gruppo delle dieci città italiane con più abitanti, la quota complessiva di rifiuti separati è cresciuta senza interruzioni rispetto al 2014. Bologna oggi occupa il primo posto tra le grandi realtà, dopo essere partita dalla quarta posizione.

Secondo Mirko Laurenti, componente dell’ufficio scientifico di Legambiente e responsabile del rapporto annuale, nei centri maggiori il cambiamento richiede più tempo perché la gestione deve confrontarsi con territori articolati e una maggiore concentrazione abitativa. Il Mezzogiorno, inoltre, sconta difficoltà più ampie sulle politiche ambientali e fatica ancora a raggiungere i risultati del Centro-Nord.


La media nazionale continua a salire

Nel complesso, i Comuni italiani hanno portato il dato medio dal 65,1 al 66,2 per cento. L’incremento conferma un miglioramento progressivo, anche se la situazione rimane molto disomogenea tra territori e dimensioni urbane.

Il traguardo del 65 per cento fissato entro il 2012 dal Dlgs 152/2006, il Codice dell’ambiente, non è stato raggiunto nei tempi previsti. Laurenti considera tuttavia quella norma, insieme al decreto Ronchi del 1997, un passaggio decisivo per spingere amministrazioni e cittadini verso una maggiore attenzione alla separazione dei rifiuti e al riciclo.

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I piccoli centri dominano la classifica

Le prime cinque posizioni sono occupate da capoluoghi capaci di superare l’85 per cento di raccolta differenziata. In questo gruppo figura anche Nuoro, quarta, mentre Ferrara si trova al vertice della graduatoria.

Le performance delle grandi città restano invece più contenute. Bologna è l’unica sopra il valore medio nazionale, con il 72,4 per cento; cinque capoluoghi del Centro e del Sud non arrivano al 50 per cento. Bari, Roma e Napoli si avvicinano a quella soglia, ma il quadro siciliano è ancora più fragile: Catania raggiunge il 34 per cento e Palermo chiude la classifica con il 24,1 per cento.


Il divario territoriale non si chiude

Negli ultimi anni, osserva Legambiente, la crescita ha coinvolto anche le città di dimensioni maggiori. L’accelerazione è quindi visibile su scala nazionale, ma non ha cancellato le differenze tra le amministrazioni più virtuose e quelle che affrontano maggiori ostacoli organizzativi.

La raccolta differenziata resta l’indicatore con il peso più rilevante tra i 20 utilizzati da Ecosistema urbano. Il dato medio migliora, ma i risultati dei singoli capoluoghi mostrano quanto il percorso verso livelli omogenei sia ancora lontano dall’essere completato.

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