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Attualità 2 min di lettura2 ore fa

Diesel russo, la Casa Bianca replica a Meloni: «Prezzi più bassi

Washington difende l’intesa tra Trump e Putin sulle forniture di gasolio, mentre la premier italiana avverte: i vantaggi economici sono incerti e i rischi politici concreti.

L’accordo sul diesel tra Donald Trump e Vladimir Putin divide gli alleati occidentali. Giorgia Meloni lo considera «molto rischioso», mentre la Casa Bianca sostiene che l’intesa possa aumentare le forniture internazionali e contribuire a ridurre il costo del carburante per famiglie, agricoltori e autotrasportatori.

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Meloni vede rischi per Mosca

Intervenendo al Senato, la presidente del Consiglio ha messo in dubbio l’effettiva utilità economica dell’intesa. A suo giudizio, l’aumento dei prezzi del carburante dipende soprattutto dalle tensioni legate al conflitto in Iran, più che dalla guerra in Ucraina: per questo, non sarebbe possibile prevedere con certezza un reale beneficio per i consumatori.

La premier ha inoltre evidenziato le conseguenze politiche del provvedimento. In una fase segnata dai bombardamenti russi sulle città ucraine, la disponibilità dell’accordo potrebbe rappresentare, secondo Meloni, un riconoscimento della posizione di Mosca e offrire nuove risorse al Cremlino per sostenere la guerra.

La presidente del Consiglio ritiene anche che l’intesa rischi di indebolire la strategia occidentale sulle sanzioni. La linea finora adottata dagli alleati puntava a spingere la Russia verso un negoziato di pace; l’accordo sul gasolio, invece, potrebbe ridurre la pressione esercitata sul governo di Putin.


La Casa Bianca difende l’intesa

La portavoce Taylor Rogers ha ribadito che per gli Stati Uniti la riduzione dei prezzi resta un obiettivo prioritario. «Abbassare i prezzi è una priorità per gli Usa: bisogna fermare gli attacchi alle raffinerie», ha spiegato, sostenendo che le offensive contro gli impianti aumentino i costi e finiscano per danneggiare direttamente i consumatori americani.

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Secondo Rogers, Trump avrebbe raggiunto un’intesa efficace per garantire al mercato mondiale grandi quantità di diesel e favorire così una diminuzione dei prezzi. La Casa Bianca collega il provvedimento anche alla necessità di tutelare categorie particolarmente esposte al costo del carburante, come produttori agricoli, trasportatori e nuclei familiari.


Trump guarda agli effetti globali

Per respingere le critiche arrivate anche da esponenti repubblicani, Trump ha ricordato che gli Stati Uniti producono molto petrolio ma che una limitazione delle esportazioni avrebbe ripercussioni pesanti sul resto del mondo. Il presidente ha osservato che Washington potrebbe trattenere per il mercato interno il diesel disponibile, ma una simile scelta avrebbe conseguenze internazionali rilevanti.

Trump ha quindi presentato l’intesa con la Russia come un’iniziativa destinata soprattutto agli altri Paesi, più che come un vantaggio esclusivo per gli Stati Uniti. Ha aggiunto di apprezzare ogni misura capace di sostenere agricoltori e allevatori e ha invitato Volodymyr Zelensky a concentrarsi sul raggiungimento di un accordo.

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