Diesel, la promessa di Trump: più forniture e prezzi globali in calo
La Casa Bianca difende l’intesa con Putin e lega la riduzione dei costi alla fine degli attacchi contro le raffinerie
Il costo del diesel resta al centro delle priorità americane, mentre la Casa Bianca presenta l’intesa tra Donald Trump e Vladimir Putin come uno strumento per aumentare le forniture internazionali e contenere i prezzi. L’amministrazione statunitense chiede inoltre lo stop alle offensive contro gli impianti di raffinazione coinvolti nel conflitto tra Russia e Ucraina.
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La Casa Bianca rivendica l’intesa
Taylor Rogers, portavoce della Casa Bianca, ha sostenuto che Trump abbia raggiunto un nuovo accordo giudicato molto positivo per garantire al mercato mondiale grandi volumi di diesel. Secondo la rappresentante dell’amministrazione, l’aumento dell’offerta dovrebbe contribuire a ridurre i costi su scala internazionale.
La dichiarazione è arrivata dopo una domanda sulle osservazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni riguardo all’accordo sul diesel discusso da Trump e dal presidente russo Vladimir Putin. Rogers ha riassunto così l’obiettivo dell’intesa: «Abbassare i prezzi per gli agricoltori, gli autotrasportatori e le famiglie americane resta una priorità assoluta per il Presidente».
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Il nodo degli attacchi alle raffinerie
Per Washington, la dinamica dei prezzi è collegata anche alle azioni militari contro le raffinerie. La portavoce ha quindi riferito che Trump sta sollecitando entrambe le parti della guerra tra Russia e Ucraina a interrompere gli attacchi contro questi impianti.
Rogers ha spiegato che tali operazioni provocano un aumento dei costi e finiscono per penalizzare i consumatori statunitensi. «Fermare gli attacchi alle raffinerie» è, ha aggiunto, una priorità per gli Stati Uniti insieme alla riduzione dei prezzi del carburante.
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