Diesel, Bruxelles teme un colpo ai prezzi: il nodo Usa-Ue
La Commissione segue con apprensione l’ipotesi di uno stop americano alle esportazioni di gasolio, mentre i contatti con Washington proseguono per evitare effetti sui mercati europei.
La possibilità di un blocco alle esportazioni statunitensi di gasolio sta già facendo scattare l’allarme a Bruxelles. Se l’ipotesi dovesse trasformarsi in decisione, il costo del diesel in Europa potrebbe aumentare ancora, proprio mentre i listini sono già su livelli molto elevati.
A fare il punto è stato Olof Gill, vice portavoce capo della Commissione, che ha parlato di una valutazione condotta con “preoccupazione” sulle misure Usa, così come sono state riportate. Sul tavolo c’è l’indiscrezione secondo cui Donald Trump sarebbe favorevole a sospendere per 90 giorni le vendite di gasolio all’estero, inclusi i rifornimenti diretti verso l’Unione Europea.
Bruxelles teme effetti immediati sui prezzi
Il rischio principale, per l’Unione, riguarda il mercato alla pompa. Gli Stati Uniti sono oggi il primo fornitore estero di gasolio per l’Ue e un’eventuale interruzione delle forniture potrebbe tradursi in rincari ulteriori per consumatori e imprese.
Il contesto è già fragile: il gasolio ha registrato forti aumenti dopo il blocco dello Stretto di Hormuz, legato all’attacco di Usa e Israele all’Iran. Per questo, a Bruxelles, l’eventuale stop americano viene letto come un fattore capace di aggravare una situazione già tesa.
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Contatti aperti con Washington
Gill ha sottolineato che il rapporto energetico tra le due sponde dell’Atlantico resta solido e vantaggioso per entrambe. Ha anche avvertito che una rottura, o anche solo un’interruzione improvvisa, potrebbe avere ripercussioni negative sia per l’Ue sia per gli Stati Uniti.
Secondo il portavoce, sono in corso contatti di alto livello con l’amministrazione americana. Il messaggio di Bruxelles è chiaro: prima di toccare mercati condivisi, partner stretti come Ue e Usa dovrebbero consultarsi a vicenda.
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