Diecimila soldati per Strade Sicure: la partita che divide il governo
La commissione Difesa della Camera approva l’aumento degli effettivi, ma restano da chiarire risorse, compiti dell’Esercito e prospettive del piano di sicurezza
La maggioranza ha trovato una soluzione sul potenziamento di Strade Sicure, ma il voto non chiude il confronto sul ruolo dei militari nelle città. La commissione Difesa della Camera ha dato il via libera alla risoluzione rielaborata dal governo: il contingente salirà fino a 10.000 unità, rispetto ai 6.800 oggi previste, con un incremento di 3.200 soldati.
L’intesa rappresenta un risultato politico per la Lega, che aveva spinto per l’aumento durante il confronto interno alla coalizione. L’attuazione, tuttavia, non sarà automatica: serviranno fondi adeguati e interventi sul piano logistico, formativo e normativo.
La Lega rivendica il risultato
Il nuovo assetto dovrebbe estendere la presenza dell’operazione anche ai 61 capoluoghi di provincia che al momento ne sono esclusi. I militari saranno impiegati inoltre nelle città, nelle stazioni e davanti ad altri obiettivi considerati sensibili.
Eugenio Zoffili, capogruppo della Lega in commissione, e Claudio Durigon, vicesegretario del partito, hanno collegato l’esito della votazione all’iniziativa della formazione e alla pressione esercitata da Matteo Salvini. Per la Lega, dunque, il passaggio parlamentare conferma la linea sostenuta nelle ultime settimane.
Più soldati, ma senza sostituire i carabinieri
La risoluzione non affida soltanto all’Esercito il compito di sostenere la sicurezza urbana. Il testo stabilisce anche un rafforzamento degli organici dell’Arma dei Carabinieri, così da evitare che l’impiego dei militari diventi una soluzione stabile al posto dell’attività delle forze di polizia.
Nino Minardo, presidente della commissione ed esponente di Forza Italia, ha definito l’accordo un «punto di equilibrio» tra le esigenze di sicurezza nelle aree urbane e le funzioni istituzionali delle Forze armate. La proposta iniziale del governo era stata presentata dal sottosegretario Matteo Perego di Cremnago, anch’egli di Forza Italia.
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L’opposizione contesta metodo e sostenibilità
Il Partito democratico ha votato contro il provvedimento, giudicandolo «assurdo». I dem hanno accusato il centrodestra di «inseguire» Roberto Vannacci e hanno chiesto che, prima di ampliare l’impegno, venga valutata con i vertici militari la reale sostenibilità dell’operazione.
La stessa opposizione ha contestato il rinvio del confronto sul rinnovo del memorandum Italia-Egitto, che riguarda la condivisione di tecnologie, la collaborazione sugli equipaggiamenti e la gestione di situazioni complesse. La discussione è stata spostata a tre giorni dalla sentenza sul caso Giulio Regeni; il relatore Mauro Malaguti, deputato di Fratelli d’Italia, non era disponibile.
Il nodo politico resta aperto
L’aumento a 10.000 effettivi soddisfa la richiesta avanzata dalla Lega, ma la decisione lascia irrisolto il tema della sicurezza interna affidata alle Forze armate. Prima di procedere serviranno comunque le coperture economiche e gli adeguamenti necessari per rendere operativo il nuovo dispositivo.
Il voto della commissione fotografa quindi un compromesso nella maggioranza, non la fine del dibattito. Da una parte c’è la richiesta di una presenza militare più ampia sul territorio; dall’altra, il problema di preservare la distinzione tra i compiti dell’Esercito e quelli propri delle forze di polizia.
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