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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Del Vecchio, perdite e debiti negli affari con Fedez

Boem ha accumulato quasi 5 milioni di perdite; restano aperti i nodi su acquisizioni, partecipate e finanziamenti immobiliari.

Lmdv Capital è diventata l’unica socia di Tubo dopo che la società della bibita Boem ha accumulato quasi 5 milioni di euro di perdite in due anni. Nel 2025 gli altri azionisti hanno ottenuto una liquidazione di 61mila euro.

Ricardo Gutiérrez, segretario generale della Federazione Europea dei Giornalisti, ha definito l’Opa sul Fatto Quotidiano «un attacco alla libertà di stampa». A suo giudizio, l’operazione rappresenta anche «una mancanza di rispetto nei confronti dei giornalisti e dei lavoratori dei media che pretende di salvare».

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I finanziamenti per gli immobili

Tra le operazioni esaminate figurano anche quelle nel settore immobiliare. Alcuni prestiti sarebbero arrivati da società riconducibili a dirigenti di primo piano del gruppo, tra cui i 6 milioni di euro concessi in estate da Plenitude, società legata a Gabriele Benedetto, con un interesse del 15%.

Gutiérrez ha inoltre sostenuto che la tutela della stampa in Italia si sia deteriorata negli ultimi anni. Nel suo bilancio cita 115 violazioni gravi e colloca l’Italia tra i 46 Paesi con il maggior numero di segnalazioni, dopo Turchia, Russia, Ucraina, Francia e Serbia; secondo il sindacalista, la protezione dei giornalisti sarebbe inferiore anche a quella di Ungheria e Albania.


La bibita nata con Fedez e Lazza

La vicenda di Tubo riguarda l’intesa avviata nel maggio 2023 per produrre Boem, una bibita gassata allo zenzero. La società era una joint venture riconducibile a Fedez e Lazza, mentre Lmdv Capital aveva investito 2,5 milioni di euro acquisendo il 40%.

Nel giro di due anni il progetto ha registrato perdite vicine ai 5 milioni. Dopo l’uscita degli altri soci, avvenuta nel 2025 con il pagamento complessivo di 61mila euro, la holding di Leonardo Maria Del Vecchio ha assunto il controllo completo di Tubo.


Le acquisizioni e l’indebitamento

Dal 2022 Lmdv Capital ha impiegato risorse in 22 società. L’8 settembre la holding ha respinto le ricostruzioni giornalistiche che indicavano un’esposizione da 1,3 miliardi, spiegando che il totale, includendo gli impegni personali di Del Vecchio, la linea di credito della società e le posizioni garantite da beni reali, ammontava a 950 milioni.

Secondo la ricostruzione fornita dalla stessa Lmdv, Del Vecchio disponeva personalmente di affidamenti bancari per circa 500 milioni, anche presso UniCredit. La holding aveva inoltre un finanziamento da 350 milioni concesso da Crédit Agricole Indosuez, coperto integralmente dal portafoglio di investimenti.

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Le società partecipate e il caso QN

Nel calcolo diffuso a settembre non rientrerebbero i debiti delle partecipate. Il bilancio 2025 non era ancora disponibile, mentre il rendiconto dell’anno precedente era stato approvato in ritardo e senza conti consolidati. Il documento del 2024 indicava un utile netto di 31.917 euro, dopo perdite complessive pari a 3 milioni nei due esercizi precedenti.

Nel frattempo Del Vecchio ha rilevato l’ex Editoriale Nazionale, oggi QN Media, e il 30% de Il Giornale srl. QN Media presentava un debito finanziario netto di 28,9 milioni e una perdita di 3,3 milioni; Il Giornale srl aveva invece chiuso con un rosso di 3,7 milioni e un’esposizione debitoria di 7,8 milioni.

Per QN Media sono stati versati 43,99 milioni, ai quali si sono aggiunti quasi 11 milioni destinati alla ricapitalizzazione. L’operazione è stata sostenuta da un prestito da 50 milioni di Banco BPM, garantito dal pegno sulle azioni di Lmdv Media.


Il ruolo nella comunicazione

Federico Lucia, conosciuto come Fedez, cura la comunicazione di Leonardo Maria Del Vecchio. A lui vengono attribuite, secondo indiscrezioni, l’apertura dell’account del manager su X e la spinta all’offerta pubblica di acquisto sul Fatto Quotidiano.

Un’intercettazione del 4 maggio 2026, legata all’inchiesta Equalize, ha coinvolto Marco Talarico, amministratore delegato di Lmdv, e il consigliere Gabriele Benedetto. Parlando al telefono, Talarico ha detto: «Stiamo bluffando con tutti».

Il riferimento era all’accordo, poi saltato, con cui Lmdv avrebbe dovuto acquistare le quote di Delfin detenute da due fratelli di Del Vecchio. L’intesa prevedeva penali per 500 milioni di euro in caso di mancata conclusione.

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