Del Vecchio attacca Il Fatto: cosa rivelano le intercettazioni
Il quotidiano diffonde conversazioni sull’indagine legata a Leonardo Maria Del Vecchio, tra la possibile nomina di Mario Orfeo e i conti di Lmdv Capital.
Leonardo Maria Del Vecchio reagisce con durezza alla pubblicazione di alcune intercettazioni che lo riguardano indirettamente e accusa Il Fatto Quotidiano di condurre una campagna contro di lui. Il materiale nasce dall’indagine su una presunta estorsione ai danni dell’erede di EssilorLuxottica, collegata al fascicolo separato dell’inchiesta Equalize.
Nel mirino degli investigatori figurano il tutor Mario Cella, l’ex agente Vincenzo De Marzio, conosciuto con il nome in codice Tela, e l’hacker Samuele Sam Calamucci. Del Vecchio, Cella e l’amministratore delegato di Lmdv Capital Marco Talarico non risultano indagati nel fascicolo sull’estorsione, ma sono imputati nel procedimento principale per accesso abusivo a un sistema informatico.
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La replica di Del Vecchio al quotidiano
La risposta dell’imprenditore è arrivata il 22 ottobre 2026 attraverso il suo profilo su X. Del Vecchio ha contestato il modo in cui il quotidiano ha presentato i colloqui e ha richiamato un’altra vicenda giudiziaria che coinvolge il direttore del Fatto digitale Peter Gomez e Mario Orfeo, all’epoca alla guida di Repubblica.
«Continua la campagna diffamatoria nei miei confronti da parte del Falso quotidiano», ha scritto Del Vecchio, sostenendo che il giornale dovrebbe chiarire il contenuto delle intercettazioni relative a Gomez. In chiusura, l’imprenditore ha definito i giornalisti «Ratti del giornalismo». Il riferimento è all’indagine Unicusano, nella quale risultano coinvolti Gomez e Orfeo.
Orfeo al centro delle strategie politiche
Una delle conversazioni rese pubbliche riguarda un colloquio del 4 maggio tra Marco Talarico e Gabriele Benedetto, consigliere di Del Vecchio ed ex amministratore delegato di Telepass. Secondo la ricostruzione dei carabinieri, Benedetto avrebbe condiviso informazioni riservate provenienti dai suoi contatti nella capitale per valutare possibili scelte economiche e imprenditoriali utili a Lmdv Capital.
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Nel dialogo si ragiona anche sulle elezioni politiche del 2027 e sulle prospettive della maggioranza guidata da Giorgia Meloni. Benedetto parla di una possibile rimonta di Elly Schlein e propone di portare Mario Orfeo alla direzione di Quotidiano Nazionale, allora ancora diretto da Roberto Tamburini. L’idea, nelle parole riportate nell’intercettazione, sarebbe quella di ottenere un interlocutore privilegiato sia nel caso di una vittoria del centrosinistra sia nell’eventualità di una conferma del governo.
Benedetto formula così la proposta: «E se gli rubiamo Orfeo? E ci siamo messi la sinistra in mano? E se vince la Meloni gli diciamo che gli abbiamo preso Orfeo al guinzaglio?». Talarico risponde che l’operazione avrebbe dovuto passare da un rifiuto di Tamburini. Orfeo sarebbe poi diventato direttore editoriale del gruppo.
I conti del gruppo e la penale
In un’altra conversazione, Talarico affronta la situazione finanziaria di Lmdv Capital e ammette di aver adottato, secondo quanto annotato dal Raggruppamento operativo speciale, comportamenti basati sul bluff nei rapporti con controparti e mercato. Il tema è collegato all’accordo per rilevare le partecipazioni detenute da due fratelli di Del Vecchio in Delfin.
L’operazione non è stata completata e prevedeva una penale da 500 milioni. Parlando con Benedetto, Talarico descrive le difficoltà dell’azienda e cita il ricorso a garanzie di Goldman Sachs: «500 milioni di penali, c’abbiamo l’aria fritta. Adesso ce ne usciamo con le fideiussioni di Goldman Sachs». Il passaggio, secondo il contesto dell’indagine, riguarda proprio le conseguenze economiche previste in caso di mancata conclusione dell’acquisizione.
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