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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Dazi e Mar Rosso: l’agroalimentare italiano cerca una nuova rotta

Massimiliano Giansanti richiama l’urgenza di rafforzare logistica, export e politica agricola europea davanti a dazi, noli più cari e tensioni internazionali.

Il rallentamento delle rotte nel Mar Rosso e i dazi statunitensi stanno mettendo sotto pressione le esportazioni agroalimentari italiane. A Roma, durante la conferenza “Obiettivo Export” dedicata al Centro Italia, il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti ha indicato nella logistica e nella forza dell’Unione Europea i nodi decisivi per difendere la competitività del settore.


Mar Rosso, tempi e costi in aumento

Le difficoltà sulle rotte commerciali colpiscono soprattutto i prodotti italiani di maggiore valore, che non sono semplici materie prime. L’aumento dei noli e delle coperture assicurative incide sui bilanci, mentre la circumnavigazione dell’Africa allunga il viaggio e può compromettere le caratteristiche degli alimenti rispetto a un trasporto attraverso il Canale di Suez.

Per Giansanti, il cibo ha assunto una rilevanza strategica anche sul piano geopolitico: la disponibilità di prodotti alimentari può diventare uno strumento di influenza nei conflitti e nelle crisi internazionali. In questo quadro, l’Italia deve proteggere la propria capacità di raggiungere i mercati esteri, già cresciuta notevolmente negli ultimi anni.


Dazi e logistica frenano la crescita

Nell’ultimo periodo, tuttavia, alcuni comparti hanno risentito delle misure commerciali statunitensi. Tra le produzioni citate dal presidente di Confagricoltura figurano il pecorino, particolarmente importante per il Centro Italia, i vini e gli oli di Toscana e Umbria.

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Il limite più evidente resta però il trasporto. Circa il 93% delle merci agroalimentari italiane, pari a circa 190 milioni di tonnellate, viaggia su camion. Secondo l’indicatore dell’Unione Europea che valuta l’accesso ai mercati tramite le infrastrutture, l’Italia occupa il 22esimo posto su 27: per Giansanti servono quindi reti più efficienti e strumenti capaci di riunire l’offerta.


Una politica agricola davvero europea

Sul futuro della Politica agricola comune, il presidente di Confagricoltura chiede che i 27 Stati agiscano con una strategia condivisa. “Abbiamo bisogno di un’Europa forte”, ha affermato, sostenendo la necessità di risorse adeguate e di evitare che le decisioni vengano riportate principalmente a livello nazionale.

Giansanti, da poco confermato alla guida del Copa, ha inoltre riferito di aver scritto a Donald Trump e Ursula von der Leyen per chiedere che il tema agroalimentare venga inserito nel prossimo confronto del G20. La proposta nasce dalla convinzione che i singoli Paesi europei, presi separatamente, non possano affrontare alla pari la concorrenza di Stati Uniti, Cina e Russia.

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