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Attualità 2 min di lettura49 min fa

Data center, dissenso in crescita dagli Usa all’Europa

Le strutture che sostengono i sistemi di intelligenza artificiale consumano energia e acqua, alimentando proteste locali.

Gli elettori di 10 Stati americani hanno bocciato gran parte dei nuovi progetti per la costruzione di data center. La contestazione, nata negli Stati Uniti, si sta manifestando ora anche in Europa.

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Il voto contro i nuovi impianti

Alle elezioni di metà mandato, repubblicani e democratici si sono trovati dalla stessa parte su una questione locale: limitare o respingere l’apertura di queste strutture. In diversi territori, dall’Ohio al Kansas, il voto non ha riguardato soltanto i rappresentanti del Congresso, ma anche le regole sulla realizzazione dei nuovi impianti.

Nei mesi scorsi, migliaia di cittadini hanno protestato contro l’espansione dei data center e contro l’influenza considerata senza freni dei grandi imprenditori della tecnologia. Il tema ha così superato le divisioni politiche che caratterizzano il dibattito pubblico americano, unendo posizioni normalmente contrapposte.


Acqua ed energia sotto pressione

I data center ospitano apparecchiature informatiche utilizzate per conservare, elaborare e trasferire grandi quantità di dati. Sono strutture molto estese e richiedono consumi elevati di energia, soprattutto per mantenere in funzione i sistemi destinati all’intelligenza artificiale.

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Un ulteriore problema riguarda l’acqua necessaria a raffreddare i server. In alcune delle aree più aride degli Stati Uniti, tra cui il Texas, il fabbisogno degli impianti ha alimentato tensioni con le comunità locali, fino a rendere necessario razionare l’acqua destinata anche a usi quotidiani come la doccia.


Le proteste arrivano in Europa

La mobilitazione contro queste infrastrutture non è quindi rimasta confinata agli Stati Uniti. Anche in Europa i data center sono diventati oggetto di opposizione, soprattutto per il loro impatto sulle risorse idriche ed energetiche dei territori che li ospitano.

La crescita dei sistemi di intelligenza artificiale ha aumentato l’interesse per questi impianti, ma ha reso più visibili anche i costi per le comunità. La discussione riguarda ora non soltanto l’utilità delle strutture, ma le condizioni con cui possono essere costruite e il consumo di risorse che comportano.

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