D’Alema contro il governo: accuse sulla legge elettorale
L’ex premier, ospite di Otto e mezzo per il libro Eravamo comunisti, ha discusso di opposizioni, primarie e legge elettorale.
Massimo D’Alema ha accusato il governo di essere formato da «truffatori» durante un acceso confronto televisivo con Lilli Gruber.
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Lo scontro sulle primarie
L’ex presidente del Consiglio ha contestato alla conduttrice il continuo ritorno sui rapporti tra Elly Schlein e Giuseppe Conte. «Se lei vuole polemizzare con Schlein e Conte, cosa che fa spesso, si trovi degli interlocutori adeguati», ha replicato D’Alema, mostrando irritazione per l’impostazione dell’intervista.
Gruber gli ha chiesto anche se avrebbe partecipato alle primarie del centrosinistra, dopo averle definite divisive. D’Alema ha scelto di non rispondere, prima di spiegare la propria contrarietà alla designazione anticipata del candidato alla guida del governo.
La critica alla legge elettorale
Secondo D’Alema, in una democrazia parlamentare il presidente del Consiglio deriva dal risultato delle urne e dalla composizione della coalizione, non da una scelta compiuta dai partiti prima del voto. La nuova legge elettorale, a suo giudizio, crea invece l’illusione di un’elezione diretta del premier.
L’ex premier ha quindi definito quel meccanismo «una truffa» e ha sostenuto che il Paese sia governato da truffatori. Nel suo ragionamento ha richiamato anche l’articolo 92 della Costituzione, che assegna al capo dello Stato il compito di nominare il presidente del Consiglio e i ministri. D’Alema ha aggiunto che sarebbe stato preferibile attendere il pronunciamento della Corte costituzionale prima di scegliere il leader della coalizione.
Il confronto sul centrosinistra
La discussione si è svolta a Otto e mezzo, su La7, dove D’Alema era stato invitato per presentare Eravamo comunisti, il suo nuovo libro pubblicato da Feltrinelli. Al tavolo partecipava anche il filosofo Massimo Cacciari, che ha seguito con ironia il botta e risposta tra l’ex premier e la conduttrice.
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A innescare il confronto sono state le difficoltà del centrosinistra nel parlare alle nuove generazioni. Gruber ha chiesto perché l’area progressista non riesca a rappresentare i giovani; Cacciari ha accusato Pd e alleati di non affrontare temi come la scuola e i bassi salari dei precari, ricordando la maggiore presenza sociale del vecchio Partito comunista.
D’Alema ha riconosciuto che la risposta delle opposizioni può non essere adeguata alla situazione del Paese, ma ha ricordato le battaglie del Pd per il salario minimo e per la sanità pubblica. Ha poi invitato Gruber a porre quelle domande direttamente a Schlein e Conte, qualora accettassero l’invito in trasmissione.
Le divisioni dell’opposizione
La giornalista ha insistito sull’assenza di un progetto comune nel cosiddetto campo largo e sulle divergenze riguardo alla guerra. D’Alema ha replicato che anche la maggioranza presenta posizioni differenti sul conflitto, ritenendo quelle fratture persino più gravi, ma non ha convinto Gruber a cambiare argomento.
Quando la conduttrice ha osservato che le elezioni politiche sarebbero state ormai vicine, D’Alema ha ironizzato dicendo che avrebbe dovuto scrivere un libro dedicato al campo largo per poterne discutere in studio. Di fronte a un nuovo richiamo al tema, ha aggiunto: «Se avessi saputo di essere stato invitato a un comizio contro il campo largo mi sarei preparato».
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