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Attualità 2 min di lettura55 min fa

Appalti a Ravenna, 600 euro per interviste senza autorizzazione

L’Associazione stampa Emilia-Romagna ha segnalato all’Anac la clausola inserita nel bando sui servizi contro la povertà estrema.

Il Comune di Ravenna ha previsto una sanzione di 600 euro per l’impresa che rilasci alla stampa informazioni su un appalto senza il consenso dell’amministrazione.

La vicenda richiama anche l’attenzione sul legame tra Ravenna e la tutela della libertà di stampa. A Conselice, in provincia, si trova infatti un monumento dedicato a questo principio e, con il contributo di Aser, Fnsi e Comune, è nato un osservatorio sul tema.

Paolo Maria Amadesi, presidente dell’Aser, ha contestato la scelta dell’amministrazione ravennate. «È assolutamente una mancanza di trasparenza. Parlare con i giornalisti è molto diverso dal trafugare documenti riservati», ha affermato.

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La segnalazione all’Anac

L’associazione dei giornalisti dell’Emilia-Romagna, assistita dall’avvocato Valerio Vartolo, ha quindi sottoposto il caso all’Autorità nazionale anticorruzione. Secondo l’Aser, la disposizione limita il diritto di cronaca previsto dall’articolo 21 della Costituzione e quello dei cittadini a ricevere notizie corrette e tempestive.

Amadesi ha spiegato che l’organizzazione si è rivolta all’Anac per le competenze dell’Autorità in materia di trasparenza e controllo dell’azione amministrativa. A suo giudizio, la condotta del Comune lascia emergere la volontà di restringere l’accesso alle informazioni sull’attività svolta.

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La regola prevista dal bando

La clausola era stata inserita a inizio ottobre nei documenti della gara per la gestione dei servizi rivolti alle persone in condizioni di povertà estrema. Il testo impone alla società aggiudicataria di ottenere prima il nulla osta formale del Comune per diffondere notizie, dati, interviste o dichiarazioni relative ai lotti affidati.

Il mancato rispetto della disposizione comporta una penalità a carico dell’impresa. Durante un question time, il consigliere comunale di Fratelli d’Italia Renato Esposito ha indicato l’importo in 600 euro.


Il Comune conferma la posizione

Palazzo Merlato non ha modificato la propria impostazione dopo le contestazioni. Amadesi ha riferito che l’amministrazione, in risposta a una prima comunicazione dell’Aser, ha confermato la clausola e non ha accolto la richiesta di riscriverla.

L’associazione aveva atteso tre settimane prima di rivolgersi all’Anac, considerando quel periodo sufficiente per ricevere un riscontro. Il presidente ha interpretato il mancato intervento come un rifiuto e ha ribadito che i comunicati dell’ente non possono essere l’unico canale attraverso cui i cittadini apprendono informazioni sui servizi pubblici.

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