Dacia Maraini verso i 90 anni: la memoria della prigionia
La scrittrice compirà 90 anni il 13 novembre e ha raccontato fame, lutti e amori in un’intervista
Dacia Maraini compirà 90 anni il 13 novembre. In un’intervista al Corriere della Sera ha ripercorso le esperienze che hanno segnato la sua vita, dagli anni di prigionia in Giappone alla perdita di un figlio.
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Gli anni nel campo giapponese
La scrittrice ha collegato la propria longevità anche alla dura esperienza vissuta durante la guerra. «Forse nel Dna c’è un segreto. L’esperienza nel campo di prigionia in Giappone mi insegnò a mangiare poco», ha raccontato nell’intervista.
Maraini ha ricordato il rischio concreto di morire di fame e un episodio che coinvolse suo padre. L’uomo prese un’accetta, si recise un mignolo sul ceppo e lo scagliò contro il responsabile dei carcerieri.
Il tempo e i ricordi
Parlando dell’età raggiunta, l’autrice ha respinto ogni tono celebrativo e ha riflettuto sul modo in cui gli esseri umani percepiscono il tempo. «Il tempo non esiste. Ce lo inventiamo noi e ogni volta in maniera diversa», ha detto.
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Maraini ha spiegato di avere sempre guardato al futuro con atteggiamento positivo, ma di avvertire oggi una prospettiva più difficile. Alla soglia dei 90 anni, ha definito quella sensazione con l’immagine di un muro che le provoca tristezza.
Nel bilancio della sua esistenza trovano spazio anche gli amori legati alla letteratura italiana del Novecento e il dolore per la morte di un figlio. La scrittrice ha così riletto una vita attraversata da esperienze private e dalla storia del secolo scorso.
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