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Attualità 3 min di lettura41 min fa

Cuore e reni, il test che può anticipare il rischio: cosa cambia

La prima settimana europea dedicata alla diagnosi precoce richiama l’attenzione sull’uACR, uno strumento semplice ma ancora applicato in modo disomogeneo in Italia.

Ogni anno in Europa le malattie cardiovascolari provocano 1,7 milioni di morti e rappresentano la principale causa di decesso e disabilità. Un adulto europeo su sette convive con una patologia di questo tipo, mentre circa l’80% dei casi potrebbe essere evitato attraverso diagnosi tempestive e stili di vita corretti. In questo quadro, il test uACR può aiutare a individuare in anticipo il rischio legato all’interazione tra cuore e reni.


Un test semplice ancora poco uniforme

Il rapporto tra albumina e creatinina nelle urine consente di rilevare segnali precoci di sofferenza renale, anche quando non sono ancora comparsi sintomi. Il documento elaborato da un gruppo di esperti coordinato da Iqvia sottolinea però che l’esame non è ancora inserito in maniera sistematica nei percorsi assistenziali italiani.

Secondo Luca Pinto, Senior Principal Real World Solutions e responsabile delle soluzioni di coinvolgimento per Italia e Grecia in Iqvia, il problema non riguarda la disponibilità tecnologica. L’uACR è già eseguibile, ma prescrizione, esecuzione e utilizzo dei risultati non seguono procedure omogenee nelle diverse aree del Paese. A ostacolarne l’impiego contribuiscono carenze organizzative, operative e culturali, oltre alla sua limitata integrazione nei percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali.


Cuore e reni vanno valutati insieme

Il legame tra i due organi è stato ribadito durante l’incontro “Rischio cardiovascolare e malattia renale: il valore di un test per la diagnosi precoce”, organizzato da Boehringer Ingelheim Italia nell’ambito della prima settimana europea sullo screening, in programma dal 28 settembre al 4 ottobre su impulso della Commissione europea e del Piano Safe Hearts.

«Cuore e reni sono strettamente collegati: quando uno dei due organi non funziona bene, anche l’altro ne risente», ha spiegato Nedim Pipic, presidente e amministratore delegato di Boehringer Ingelheim Italia. La diagnosi anticipata, ha aggiunto, non tutela soltanto la salute individuale: permette anche di impiegare meglio le risorse del sistema sanitario. In Italia, le malattie cardiovascolari hanno un costo annuale superiore a 40 miliardi di euro; in Europa la cifra oltrepassa i 280 miliardi.

Leonardo De Luca, direttore della Struttura complessa di Cardiologia della Fondazione Irccs Policlinico San Matteo di Pavia, ha richiamato la necessità di superare una gestione separata delle due condizioni. Le linee guida raccomandano ai cardiologi di controllare sia la funzione renale attraverso il filtrato glomerulare stimato, indicato con la sigla eGFR, sia l’albuminuria mediante uACR, così da riconoscere i pazienti esposti a un rischio maggiore e intervenire prima della progressione della malattia.

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La prevenzione entra nell’agenda politica

Durante l’evento, diversi parlamentari hanno evidenziato la necessità di rendere più uniformi i percorsi di prevenzione sul territorio nazionale. Antonio Girelli ha annunciato la presentazione di una mozione, sostenendo che strumenti validati e facilmente accessibili possono ridurre le disuguaglianze territoriali e favorire una presa in carico più rapida.

Ilenia Malavasi ha indicato nella diagnosi precoce una possibilità concreta per ridurre il peso delle patologie croniche, mentre Guido Quintino Liris ha posto l’accento sull’esigenza di coniugare innovazione, appropriatezza e sostenibilità nella programmazione sanitaria. Ignazio Zullo, invece, ha chiesto una maggiore integrazione dell’uACR nei percorsi clinici, per assicurare diagnosi e interventi tempestivi in modo omogeneo.


Cosa segnala l’albumina nelle urine

Giuseppe Grandaliano, ordinario di Nefrologia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma e direttore dell’Unità operativa complessa di Nefrologia della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs, ha definito l’albuminuria un indicatore di danno d’organo. «È il primo segnale che il filtro renale, cioè il glomerulo, non riesce a trattenere l’albumina», ha affermato, ricordando che le raccomandazioni internazionali KDIGO indicano da anni l’utilizzo dell’uACR insieme all’eGFR.

Individuare una compromissione renale prima della comparsa dei disturbi consente di valutare con maggiore attenzione anche le terapie. Massimo Morosetti, presidente della Fondazione italiana del rene e primario emerito di Nefrologia e dialisi dell’Asl Roma 3, ha osservato che la presenza di una malattia renale può modificare la gestione di molti farmaci, dagli antipiretici agli antidolorifici, fino agli antiaggreganti e ai medicinali oncologici. La diagnosi anticipata diventa quindi rilevante sia per proteggere il rene sia per ridurre il rischio cardiovascolare.

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