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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Culle vuote, il dato più basso di sempre: cosa sta succedendo in Italia

Nel Mezzogiorno la contrazione delle nascite colpisce soprattutto l’arrivo del primo e del secondo figlio.

Nel Mezzogiorno la contrazione delle nascite colpisce soprattutto l’arrivo del primo e del secondo figlio. Nel 2025 i primogeniti sono scesi a 174.842, con una flessione del 5,3%, mentre nel Nord il calo è stato del 2,3% e nel Centro del 3,9%. Per i secondogeniti, arrivati a 127.479, la riduzione nel Sud è stata del 5,5%, contro il 4,3% del Nord e il 4,6% del Centro.

Anche le nascite successive alla seconda si sono ridotte, ma con un’intensità inferiore: i 53.451 figli di terzo ordine o superiore segnano una diminuzione del 2,1%. Il quadro prosegue una tendenza iniziata nel 2008, quando i secondi figli hanno cominciato a diminuire del 41,1% e i primogeniti del 38,6%.

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Il calo attraversa tutte le famiglie

La diminuzione riguarda sia i bambini con genitori italiani sia quelli con almeno un genitore straniero. Nel 2025 i nati da due genitori italiani sono stati 275.330, il 77,4% del totale: rispetto all’anno precedente risultano in calo del 4,8%, mentre il confronto con il 2008 mostra una riduzione del 42,6%.

I figli di genitori entrambi stranieri sono invece 49.002, il 3,1% in meno rispetto al 2024 e il 38,7% in meno rispetto al 2012, quando era stato raggiunto il valore massimo. In controtendenza si muovono le coppie miste: i loro 31.440 figli rappresentano una crescita del 4,2% su base annua e dell’11,8% rispetto al 2012.


Fecondità mai così bassa

A pesare non è soltanto la diminuzione delle donne in età riproduttiva, ma anche la scelta sempre meno frequente di avere figli. L’indicatore medio è scivolato a 1,14 figli per donna nel 2025, sotto il precedente minimo di 1,18 segnato nel 2024.

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Secondo l’Istat, oltre il 65% dei bambini nasce da donne tra i 30 e i 40 anni. Questa fascia è composta in gran parte da persone nate tra il 1985 e il 1995, quando il numero medio di figli per donna era già passato da 1,45 a 1,19, il dato più basso del Novecento. La riduzione dei potenziali genitori si somma quindi a una propensione alla maternità ulteriormente indebolita.


Un rimbalzo ancora lontano

Il bilancio complessivo del 2025 si è fermato a 355.772 residenti nati in Italia, pari a sei ogni 1.000 abitanti. In dodici mesi sono venute meno circa 14mila nascite, con una variazione negativa del 3,8%.

Il confronto con il 2008 restituisce la dimensione del cambiamento: allora i nati vivi avevano superato quota 576mila, quasi dieci ogni 1.000 abitanti. Da quel picco la perdita è arrivata al 38,3%, pari a oltre 220mila bambini in meno.

I primi numeri disponibili per il 2026 indicano una prosecuzione della discesa, anche se a un ritmo più contenuto. Tra gennaio e luglio sono nati 196.864 bambini, circa 2mila in meno rispetto ai 198.975 dello stesso periodo del 2025, con una variazione del -1,1%, secondo i dati provvisori riportati dall’Istat nel rapporto sulla natalità e sulla fecondità della popolazione residente.

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