Criminalità minorile, i dati ridimensionano l’allarme baby gang
Nel 2023 gli italiani coinvolti calano, ma aumentano gli stranieri; l’Italia resta sotto la media europea.
Nel 2023 i minori denunciati o arrestati in Italia sono stati 31.173, il 10,6% in più rispetto al 2010.
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Il confronto con l’Europa
Nel raffronto con gli altri Paesi dell’Unione europea, l’Italia mantiene un’incidenza della criminalità minorile nettamente inferiore alla media dei 27 Stati. Il dato nazionale, calcolato ogni 100.000 abitanti, è inoltre migliorato tra il 2015 e il 2023: nel 2015 rappresentava il 59% del valore medio europeo.
Considerando i Paesi con informazioni disponibili, 10 Stati hanno registrato una diminuzione rispetto al 2015, tra cui l’Italia, scesa di 22 unità. In altri 14 Paesi il dato è invece aumentato; cinque di questi hanno superato la media dell’Unione, con l’Ungheria in testa per incremento, pari a 7.859 unità in otto anni.
Gang e violenza tra ragazzi
Le informazioni più recenti sulle gang giovanili non sono disponibili: l’analisi si basa su rilevazioni del 2022. Il comportamento criminale più frequente riguarda risse, percosse e lesioni, riscontrato nel 94% dei casi. Estorsioni e disturbo della quiete pubblica coinvolgono invece meno della metà dei soggetti esaminati.
Anche nelle scuole superiori di secondo grado i comportamenti violenti risultano in crescita. Circa quattro studenti su dieci hanno partecipato a zuffe o risse, una quota che equivale a quasi un milione di ragazzi. Nello stesso periodo sono saliti dal 1,5% al 3,5% i casi di chi ha usato un’arma per ottenere qualcosa e dall’1,7% al 3,6% quelli di studenti che hanno colpito un insegnante.
Cyberbullismo e servizi minorili
La diffusione dei social network ha accompagnato l’aumento del cyberbullismo, sia tra gli autori sia tra le vittime. Nel 2021, secondo anno della pandemia, la quota delle vittime è cresciuta di 12,1 punti percentuali rispetto all’anno precedente; tra gli autori l’incremento è stato di 7,4 punti.
Le rilevazioni del 2025 descrivono una situazione ancora significativa: quattro studenti su dieci dichiarano di essere stati vittime di cyberbullismo e tre su dieci ammettono di averlo praticato. Nei dati degli Uffici di servizio sociale per i minorenni, riferiti al 2025, compaiono complessivamente 23.862 minori e giovani adulti: 21.672 maschi e 2.190 femmine.
Italiani, stranieri e città
Tra il 2010 e il 2023 i minori italiani denunciati o arrestati sono diminuiti da 18.470 a 15.151, con una riduzione del 18%. Nello stesso arco temporale, i minori stranieri sono passati da 9.726 a 16.022, segnando un aumento del 64,7%, mentre la loro presenza complessiva nella popolazione minorile è cresciuta dal 6,9% all’8,9%.
Nel complesso, i minori italiani coinvolti rappresentavano lo 0,9% della popolazione della stessa fascia d’età nel 2010 e lo 0,7% nel 2023. Per gli stranieri l’incidenza resta più elevata e, nei dati del 2024 relativi ai principali reati analizzati, arriva in alcuni casi a essere quasi venti volte quella italiana.
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Tra i reati osservati figurano rissa, porto d’armi, omicidio volontario, minaccia, lesioni personali ed estorsione. Nel 2024 il valore più alto riguarda le lesioni personali: 109,7 minori italiani e 1.088,9 stranieri denunciati o arrestati ogni 100.000 abitanti, per un dato complessivo di 200,7.
Le variazioni nei servizi sociali
Nel periodo esaminato dagli Uffici di servizio sociale per i minorenni, gli italiani sono aumentati di 2.622 unità, pari al 16,7%. L’incremento riguarda sia i maschi, saliti di 2.516 unità (+17,9%), sia le femmine, cresciute di 106 (+6,3%).
Tra gli stranieri, invece, i maschi sono aumentati di 451 unità (+9,6%), mentre le femmine sono diminuite di 174 (-30,6%). Il saldo complessivo della componente straniera è quindi positivo per 277 unità, pari al 5,3%. Sommando italiani e stranieri, i maschi sono cresciuti di 2.967 unità (+15,9%) e le femmine sono calate di 68 (-3%), con un aumento totale di 2.899 persone (+13,8%).
I dati nelle aree metropolitane
Le differenze tra le città metropolitane sono ampie e dipendono anche dalla popolazione giovanile, dalla sua struttura per età e dalla provenienza dei minori. Tra il 2015 e il 2023 Napoli ha perso 1.857 minori denunciati o arrestati, raggiungendo nel 2023 un’incidenza dello 0,7%.
In direzione opposta si sono mosse Firenze, con 424 unità in più e una quota passata dall’1,5% al 2,6%, Bologna, salita di 288 unità dal 2,4% al 2,9%, e Genova, cresciuta di 645 unità dall’1,8% al 4%. Quest’ultima ha registrato anche il valore più elevato nel confronto per abitanti: 139,4 minori ogni 100.000 nel 2023, con un aumento di 82,8 punti nel periodo.
Rapportando i numeri alla popolazione, le situazioni più critiche si concentrano soprattutto nelle città del Nord e nelle Isole, mentre i valori più contenuti emergono nel Centro-Sud. Napoli resta all’ultimo posto con 30,6 casi ogni 100.000 abitanti; Bologna supera Firenze, mentre Genova conserva il livello più alto.
Un fenomeno da leggere oltre l’allarme
L’andamento complessivo non coincide con la percezione di una generale diminuzione dell’età dei responsabili dei reati. La maggiore attenzione riservata a episodi singoli e a fatti particolarmente visibili può infatti amplificare la sensazione di una crescita uniforme delle baby gang, ma i dati mostrano andamenti diversi per nazionalità, territori, reati e periodi.
Il calo dei minori italiani denunciati o arrestati convive con l’aumento della componente straniera e con la crescita di alcune forme di violenza tra adolescenti, dentro e fuori dalla scuola. I numeri disponibili descrivono quindi un fenomeno articolato, che non può essere ricondotto soltanto all’inasprimento delle pene o all’introduzione di nuovi reati.
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