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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Dalla Cina bare a 80 euro: allarme delle imprese italiane

Importazioni quasi raddoppiate dal 2022 al 2025, mentre le aziende europee denunciano costi e materiali contestati

In Europa un quarto dei produttori di bare ha chiuso negli ultimi cinque anni. Le aziende rimaste chiedono alla Commissione europea di verificare la concorrenza cinese.

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Il transito delle bare smontate

Tra le segnalazioni presentate alle istituzioni comunitarie figura un sistema definito dai produttori “scappatoia Ikea”. Le casse funebri verrebbero spedite dalla Cina in parti separate, inserite in imballaggi piatti e assemblate soltanto dopo l'arrivo in Italia.

Secondo le aziende, i componenti potrebbero essere indicati alla dogana con classificazioni generiche riferite al legno o all'arredamento. Una simile procedura renderebbe meno immediata l'identificazione della merce come bara e potrebbe consentire di evitare eventuali dazi.


Prezzi e materiali contestati

Il divario produttivo pesa sul confronto commerciale. In Italia una bara costerebbe mediamente 260 euro, mentre in Cina la spesa sarebbe di circa 80 euro; sul mercato dell'Unione i prodotti asiatici verrebbero poi venduti tra 100 e 110 euro.

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Le differenze sarebbero legate al prezzo della manodopera e del legname, oltre che a sostegni pubblici e incentivi all'esportazione concessi da Pechino. Nel dossier sono citati anche possibili rischi per la sicurezza: alcune vernici impiegate nelle casse cinesi potrebbero contenere sostanze vietate nell'Ue e sprigionare particelle cancerogene durante la cremazione.


La richiesta delle imprese europee

Nelle scorse settimane una rappresentanza del comparto ha incontrato funzionari della Commissione europea. L'obiettivo è ottenere un'indagine anti-dumping per accertare se le bare cinesi siano vendute nell'Unione a prezzi artificialmente ridotti grazie a sovvenzioni o a condizioni produttive più favorevoli.

Il numero dei fabbricanti europei è sceso da 120 a 90 in cinque anni, con una riduzione del 25%. Nello stesso arco di tempo, il valore delle importazioni di bare in legno dalla Cina è aumentato da 16 milioni di euro nel 2022 a 28 milioni nel 2025. La richiesta è stata sostenuta anche dagli eurodeputati di Fratelli d'Italia, che hanno interpellato il commissario europeo al Commercio Maros Sefcovic.

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