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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Cosimo Ferri al Csm, il nodo dei gruppi indipendenti

L’elezione con il recupero proporzionale riapre il confronto su correnti, regole e partecipazione nella magistratura

Cosimo Maria Ferri è stato eletto al Consiglio superiore della magistratura attraverso il meccanismo di recupero proporzionale previsto dalla riforma Cartabia. L’ex sottosegretario e parlamentare correva come candidato indipendente, senza collegamenti ufficiali con le correnti.

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L’elezione e i precedenti politici

Ferri, magistrato già candidato alla carica di sindaco e poi nuovamente al Parlamento, ha ottenuto il seggio dopo la candidatura individuale. La sua elezione arriva dopo il coinvolgimento nelle vicende dell’hotel Champagne, definite dal Capo dello Stato Sergio Mattarella come una «grave sconcerto e riprovazione» e una «inammissibile commistione fra politici e magistrati».

Il sistema proporzionale ha consentito il recupero della candidatura, anche grazie agli apparentamenti tra diversi candidati. Proprio questo passaggio, secondo l’analisi firmata dal magistrato della Direzione distrettuale antimafia di Palermo Giovanni Antoci, solleva interrogativi sull’organizzazione che avrebbe sostenuto la corsa di Ferri.


Il confronto sulle correnti

Antoci osserva che un risultato elettorale di questo tipo presuppone una rete di persone coordinata, pur in assenza di un gruppo formalmente riconoscibile. A suo giudizio, questa aggregazione non avrebbe però le caratteristiche pubbliche e regolamentate proprie delle correnti della magistratura.

Le associazioni dei magistrati, sostiene l’autore, rendono visibili le proprie attività, favoriscono il confronto tra iscritti e simpatizzanti e partecipano alla selezione dei candidati. In questo modo assumono anche una responsabilità politica sulle persone indicate, sulla loro storia professionale e sulle decisioni che prenderanno al Csm.

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Regole e partecipazione pubblica

Un altro elemento indicato nell’analisi è l’autonomia, intesa nel senso originario di capacità di darsi regole e di rispettarle. Le correnti, secondo questa lettura, stabiliscono norme per l’organizzazione interna, la partecipazione degli aderenti e la pubblicità delle proprie iniziative.

La stessa impostazione distingue le associazioni strutturate dalle aggregazioni nate attorno a singole personalità o da gruppi organizzati attraverso chat molto numerose. Queste ultime, si legge nell’analisi, possono limitarsi a raccogliere adesioni senza offrire strumenti effettivi di confronto e garanzie trasparenti per chi partecipa.

Per Antoci, l’elezione di Ferri dimostra quindi l’esistenza di forme organizzate anche al di fuori delle correnti riconosciute. Da qui la conclusione che partecipazione, regole, responsabilità e trasparenza restino i principali elementi distintivi dell’associazionismo giudiziario.

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