Corte di Durban, il governo chiede di prorogare il divieto
La polizia evoca rischi per l’ordine pubblico e un possibile attacco al centro per rifugiati prima del voto.
Il governo sudafricano ha chiesto all’Alta Corte di Durban di prolungare il divieto temporaneo imposto alle manifestazioni di March and March. Il provvedimento era stato ottenuto dalla polizia mercoledì, dopo una serie di proteste contro i migranti.
In aula, l’avvocato del movimento Xolani Zuma ha contestato l’iniziativa delle autorità, accusandole di voler «mettere a tacere il popolo» del Sudafrica. All’esterno del tribunale, intanto, centinaia di persone hanno manifestato con cartelli, canti e slogan contro la sospensione dei cortei.
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Le motivazioni della polizia
Il ministro della Polizia ad interim, Firoz Cachalia, e il commissario della polizia del KwaZulu-Natal, Nhlanhla Mkhwanazi, sostengono che le iniziative pubbliche possano compromettere la sicurezza e l’ordine pubblico. Secondo le autorità, il divieto servirebbe anche a tutelare gli stranieri presenti nella città.
La polizia ha riferito di avere raccolto informazioni su un presunto progetto per dare fuoco al Centro di accoglienza per rifugiati del Dipartimento degli Affari Interni. Le forze dell’ordine hanno descritto la situazione come «degenerata nell’illegalità», citando episodi di violenza, saccheggi, intimidazioni e danneggiamenti.
Militari schierati a Durban
Oltre 400 agenti sono stati impiegati per contenere i disordini, ma secondo le autorità il loro dispiegamento non è bastato a riportare la situazione sotto controllo. Il presidente Cyril Ramaphosa ha quindi inviato più di 500 militari in appoggio alla polizia.
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Durban, capoluogo del KwaZulu-Natal, è diventata il principale teatro delle proteste contro i migranti irregolari arrivati da altri Paesi africani. Alcune manifestazioni sono sfociate in episodi violenti, aumentando la pressione sulle forze di sicurezza.
Il voto amministrativo del 4 novembre
La richiesta di mantenere il divieto arriva a pochi giorni dalle elezioni amministrative, fissate per il 4 novembre. Gli apparati di sicurezza hanno segnalato una crescita delle esigenze operative proprio nella fase che precede il voto.
Il procedimento davanti all’Alta Corte riguarda ora la durata della misura cautelare. La decisione stabilirà se March and March potrà riprendere le manifestazioni oppure dovrà rispettare un’ulteriore sospensione.
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