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Attualità 1 min di lettura2 ore fa

Conti Usa, il debito arriva al 100% del Pil

Il rapporto è tornato ai livelli della Seconda guerra mondiale; il disavanzo annuale si è attestato al 6,2%.

Il debito federale degli Stati Uniti ha raggiunto il 100% del prodotto interno lordo nell’esercizio fiscale terminato il 30 settembre. È il dato più elevato dal 1946.

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Il confronto con il 1946

L’ultimo precedente risale alla fine della Seconda guerra mondiale. In quell’anno il debito aveva toccato il 106% del Pil, una quota superiore a quella registrata nell’esercizio appena concluso.

Il nuovo livello indica quindi il ritorno del rapporto debito-Pil su valori che non si vedevano da ottant’anni. Il riferimento riguarda il debito federale, calcolato in rapporto alla ricchezza prodotta dal Paese.

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Il disavanzo annuale

Nello stesso esercizio fiscale, il deficit degli Stati Uniti è arrivato al 6,2% del Pil. Il dato misura la differenza tra le entrate e le uscite federali nell’arco dei dodici mesi conclusi il 30 settembre.

Debito e deficit rappresentano due grandezze diverse: il primo è l’ammontare accumulato nel tempo, mentre il secondo indica lo squilibrio registrato nell’ultimo esercizio. I numeri comunicati collocano entrambi i conti federali su livelli elevati rispetto alla produzione economica nazionale.

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