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Attualità 2 min di lettura18 ott

Conte al centrosinistra: «Mai una politica estera a due voci»

Il leader del Movimento 5 Stelle rivendica il lavoro comune tra le opposizioni e attacca il governo sui problemi economici e sociali.

Giuseppe Conte rilancia l’idea di un’alleanza progressista capace di presentarsi agli elettori con posizioni compatte, soprattutto sui temi internazionali. Dal palco dell’assemblea nazionale di Terra comune, a Roma, il leader del Movimento 5 Stelle ha contrapposto il percorso delle opposizioni alle divisioni mostrate dal centrodestra durante la legislatura.

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L’attacco alle divisioni del governo

Secondo Conte, l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni non avrebbe risolto le divergenze interne su questioni decisive come giustizia e politica estera. Il riferimento è anche alla distanza emersa tra la presidente del Consiglio e Matteo Salvini, che in occasione del Consiglio europeo avevano sostenuto orientamenti differenti.

«Non succederà mai, siamo persone serie», ha affermato Conte parlando del futuro schieramento progressista. In seguito, incontrando i giornalisti all’uscita dell’evento, ha spiegato che tra le forze di opposizione restano sensibilità diverse, ma che il confronto è parte naturale della costruzione di una coalizione nuova.


Il disagio sociale mette il governo alla prova

Nel suo intervento, l’ex presidente del Consiglio ha spostato l’attenzione sulle difficoltà quotidiane di famiglie, lavoratori e imprese. Ha citato il rincaro dell’energia, l’aumento della spesa alimentare e l’inflazione, che a suo giudizio continua a ridurre il valore reale di salari già spesso contenuti.

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Conte ha inoltre richiamato le mobilitazioni di studenti, agricoltori, allevatori e pescatori. A suo avviso, l’esecutivo reagirebbe puntando soprattutto sulla condanna delle proteste, senza affrontare le cause del malcontento: la fatica ad arrivare alla fine del mese e la difficoltà di accedere a servizi essenziali come sanità e istruzione.


Un’intesa ancora da completare

Il leader del Movimento 5 Stelle ha sostenuto che dall’inizio della legislatura le opposizioni hanno già collaborato su proposte condivise e risoluzioni comuni. La piattaforma programmatica, ha spiegato, sarebbe in larga parte pronta, mentre alcuni nodi richiederebbero ulteriori discussioni prima di arrivare a un’alleanza definita.

Il confronto con la maggioranza resta però il punto centrale della sua analisi. Conte ha accusato Meloni di aver descritto per anni una situazione positiva e di trovarsi ora in difficoltà nel cambiare impostazione di fronte alle contestazioni. La sua conclusione è stata netta: «Dobbiamo voltare pagina e mandarlo a casa», riferendosi al governo.

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