15 morti nel Borno: la trappola esplosiva contro i convogli nigeriani
Un ordigno e una successiva sparatoria hanno colpito due mezzi militari nel nord-est della Nigeria: sei soldati sono stati ricoverati a Maiduguri.
Sei militari feriti e 15 vittime: è il bilancio dell'attacco avvenuto il 17 ottobre nello Stato del Borno, nel nord-est della Nigeria. Dieci dei morti appartenevano all'esercito, mentre gli altri cinque erano membri di un'unità civile impegnata nel sostegno alle operazioni delle forze armate.
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La mina ha fermato il primo mezzo
L'agguato si è consumato lungo la strada che collega Gamboru Ngala al confine con il Camerun. Secondo il racconto fornito da due soldati, un veicolo è passato sopra un ordigno: l'esplosione ha causato la morte immediata degli otto militari che si trovavano a bordo.
Poco dopo, uomini armati hanno attaccato un secondo mezzo. Il fuoco aperto contro il veicolo ha provocato altre sette vittime, tra cui due soldati e cinque componenti dell'unità civile che affianca l'esercito nelle operazioni sul territorio.
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Boko Haram resta il principale sospettato
Le autorità locali ritengono molto probabile il coinvolgimento di Boko Haram, compresa la preparazione dell'ordigno collocato sulla carreggiata. La formazione conduce da anni un'insurrezione nel nord-est del Paese insieme alla fazione separatasi dal gruppo, lo Stato islamico nella Provincia dell'Africa Occidentale, noto con la sigla Iswap.
I sei militari rimasti feriti sono stati trasferiti all'ospedale militare Maimalari di Maiduguri. L'episodio arriva pochi giorni dopo un'altra offensiva attribuita a presunti combattenti di Boko Haram: un attacco contro una base dell'esercito nel Borno aveva causato almeno dieci morti e oltre 20 feriti tra i soldati. Nonostante le operazioni condotte dalle forze locali, nella regione continuano gli attacchi con esplosivi lungo le strade e le imboscate contro militari e civili.
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