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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Congedo parentale, padri in crescita del 120% dal 2019

Dal 2027 sale a quattro mesi la quota pagata all’80%, con incrementi per il secondo e il terzo figlio

Sono 149.404 i padri che nel 2025 hanno utilizzato il congedo parentale, contro i 68.048 del 2019: l’aumento sfiora il 120%.

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La proposta rimasta fuori

La legge di bilancio non contiene il congedo paritario sostenuto dalle opposizioni. Il progetto, presentato con Elly Schlein come prima firmataria, puntava a riconoscere cinque mesi obbligatori a ciascun genitore.

Per i padri, quattro di quei mesi si sarebbero aggiunti ai dieci giorni già previsti per la paternità e avrebbero dovuto essere utilizzati entro i 18 mesi del bambino. La maggioranza ha respinto l’ipotesi richiamando soprattutto l’assenza di risorse sufficienti per finanziarla.


Il divario tra madri e padri

Il ricorso allo strumento resta più frequente tra le donne. Nel 2025 le lavoratrici che ne hanno usufruito sono state 302.397, poco più del doppio rispetto agli uomini.

Il confronto con il 2019 mostra però andamenti differenti: per le madri l’incremento è stato del 17%, mentre tra i padri la crescita ha raggiunto quasi il 120%. Il congedo, quindi, continua a essere utilizzato soprattutto dalle donne, ma il numero degli uomini che si assentano dal lavoro per occuparsi dei figli è aumentato in modo molto più rapido.

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Le nuove quote dal 2027

L’articolo 59 della Manovra prevede un mese aggiuntivo coperto all’80% della retribuzione. La misura si sommerà ai tre mesi già disponibili, portando a quattro il totale utilizzabile entro i sei anni di vita del figlio.

Per il secondo figlio i mesi pagati all’80% saliranno a cinque, mentre dal terzo in poi arriveranno a sei. Le norme già operative stabiliscono inoltre che almeno uno di questi periodi debba essere preso dal padre lavoratore, così da favorire una ripartizione meno sbilanciata della cura.


I numeri e l’iter della Manovra

I dati sull’aumento dei padri utilizzatori sono riportati nel documento tecnico collegato alla legge di bilancio, nella parte dedicata agli interventi con decorrenza dal 2027.

Il provvedimento è stato approvato nei giorni scorsi dal Consiglio dei ministri e ha avviato il passaggio in Parlamento. Le nuove regole sulla quota retribuita dovranno quindi essere esaminate durante l’iter parlamentare della Manovra.

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